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Djanta

di Tahirou Tasséré Ouédraogo

La forza del racconto

Si è appena conclusa la 21. edizione del Festival Panafricain du Cinéma de Ouagadougou (FESPACO) e per l’occasione TV5 Monde (Sky 540), partner del FESPACO, ha programmato uno dei film che hanno partecipato all’edizione del 2007 del festival, Djanta (2006) di Tahirou Tasséré Ouédraogo. Il film ha partecipato alla 20. edizione del FESPACO nella competizione ufficiale dei lungometraggi di finzione e ha vinto il Premio della Nazioni Unite per la promozione dei diritti delle donne.

Djanta è un giovane studentessa di lettere moderne all’università di Ouagadougou. Cresciuta da un prete sin dalla infanzia e sostenuta dalla madre nel desiderio di studiare, Djanta vuole diventare una scrittrice. La giovane torna al villaggio per trovare la madre e la sorella: qui si trova a confrontarsi con la tradizione perché deve sposarsi con l’uomo al quale è stata promessa sin da piccola dal suo tutore. Djanta riesce a tornare all’università dove scrive il primo romanzo dedicato alla sua amica costretta a tornare al villaggio e sposarsi secondo la tradizione. La ragazza però è costretta a far ritorno al villaggio quando la sorella più piccola le scrive che la madre è malata.

Djanta torna dunque a riflettere su un topos del cinema africano, il rapporto conflittuale e ancora non risolto tra tradizione e modernità. Alle spalle di Tasséré Ouédraogo c’è l’ombra del fratello Idrissa Ouédraogo, celebre regista e produttore che con Tilai (Tilai-La legge, 1990) vinse il Gran Premio della Giuria al Festival di Cannes del 1990. Le leggi della tradizione che vengono messe in discussione dai sentimenti e soprattutto dalle parole: Djanta studia e conosce, esce dal mondo chiuso del villaggio così come le donne di Moolaadé (id., 2004) di Sembene Ousmane, si ribellano alla pratica dell’escissione sentendo le parole della radio che apre loro le porte del mondo al di là del loro villaggio. La forze della parola e della conoscenza sono dunque gli elementi di forza che permettono di mettere in discussione leggi antiche che sembrano immutabili.

Djanta è il primo lungometraggio di Tasséré Ouédraogo che nel 2005 vinse il premio Poulain d’Or con il cortometraggio L’autre mal (2005). Il film non riesce a sostenere con forza la sua tesi né con la sceneggiatura né con le scelte di regia. La sceneggiatura si dilunga in elementi che risultano ridondanti e ripetitivi e non riesce a seguire l’evoluzione dei personaggi in modo approfondito lasciandoli fermi nei loro schemi, nei loro ruoli predefiniti senza mostrarne i lati più complessi, nascosti e interessanti. Djanta procede per immagini fisse, non c’è dinamismo tra le immagini né scelte di regia che sostengano la drammaticità di alcune scene. Ouédraogo sembra limitarsi ad osservare, senza intervenire, senza tentare di sviscerare gli aspetti più complessi che sono contenuti nella storia di Djanta.

In compenso, Ouédraogo in Djanta è attento alla cornice della storia e questo è un elemento d’interesse del film: c’è particolare cura in alcuni dettagli, dalle lezioni di Lettere Moderne e dei loro contenuti, come la prima nella quale si riflette sulla negritudine e viene citata una poesia di Léopold Sédar Senghor, alla prepotenza e lo strapotere delle forze armate che hanno disseminato il Burkina Faso di numerosi posti di blocco. La vita universitaria, la quotidianità del villaggio, piccoli gesti, particolari e parole contribuiscono a contestualizzare il mondo di Djanta e la sua storia di coraggio e denuncia.

Alice Casalini

Cast & CreditsDjanta
Regia: Tahirou Tasséré Ouédraogo; sceneggiatura: Tahirou Tasséré Ouédraogo, Marc Gautron; fotografia: Sékou Ouédraogo, Jean Yves Nana; suono: Marck Nouryrigat; montaggio: Véronique Holley; musiche originali: Hector Zazou; scenografia: Maurice Kaboré, Christian Zalle; interpreti: Sandra Soubeiga, Maïmouna Konaté, Blandine Yaméogo, Ousséni Dermé; origine: Burkina Faso, 2006; formato:35 mm, colore; durata: 106; produzione: Laterit Production, Bila Productions, Label Productions, Canal+ Horizons.

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