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Djemberém

di Cinzia D’Auria

La capanna del colloquio

L’Africa è considerata la culla dell’umanità, la madre della vita. L’immagine che invece oggi ci restituisce l’Africa è quella di una madre che, entrata nel cimitero per seppellire vittime delle guerre fratricide, non riesce più a uscirne, perché ogni volta che arriva alla porta del cimitero trova altre madri che incessantemente arrivano con i loro figli da seppellire. Quando decideremo di far uscire le nostre mamme dal cimitero?

Le parole di questa frase vengono pronunciate da una voce fuori campo mentre sullo schermo scorrono le immagini di donne africane, prima in bianco e nero poi a colori. Questo l’inizio di Djemberém (id., 2008) il documentario di Cinzia D’Auria, realizzato grazie al contributo dell’Associazione Zoe Onlus (www.zoeonlus.it) e presentato nel dicembre 2008 al Convegno Internazionale “Maka do Paralitico - Africa: Quale leadership per la pace, la giustizia e lo sviluppo” presso la Sala stampa di Radio Vaticana. Il documentario fa parte di un progetto portato avanti da un gruppo di artisti della Guinea Bissau che attraverso l’uso della musica vogliono portare a far riflettere e discutere le persone sui problemi del continente africano al fine di costruire insieme un processo di pacificazione.

Djemberém riflette sul tema della leadership in Africa, sulla sua evoluzione nella storia e sulle prospettive future. D’Auria ha strutturato il documentario come fosse una discussione collettiva nella quale si alternano le diverse voci, le differenti opinioni. Nel documentario si alternano le immagini di repertorio che per la maggior parte mostrano scene di guerra, di deportazioni, di morte e violenza nelle guerre coloniali e fratricide che hanno dilaniato l’Africa, una serie d’interviste e i video delle canzoni che accompagnano costantemente e in un crescendo tutto il lavoro.

Tra le persone intervistate ci sono Samia Nkrumah, figlia di Kwame Nkrumah, Marcelino Dos Santos, leader del Fronte di Liberazione del Mozambico, Pedro Pires, Presidente della Repubblica di Capo Verde, il vescovo della Guinea Bissau Don José Camnate na Bissign e il rettore dell’Università A. Collinas de Boé-Bissau, Fafali Kudawo, che introduce la riflessione sul ruolo del leader partendo da una distinzione fondamentale tra i leader della liberazione e quelli della ricostruzione. Questa seconda categoria non è riuscita, secondo Kudawo, a gestire e portare avanti l’Africa sulla strada del panafricanismo iniziata dai leader precedenti e che si basa sulla costruzione di alleanze globali tra i popoli e non tra i governi.

Attraverso le varie interviste, si arriva a riflettere in modo particolare sulla figura di Amilcar Cabral e sulle lotta per l’indipendenza delle colonie portoghesi. In questa ricostruzione Djemberém si concentra anche sul ruolo della chiesa alla quale lo stesso Cabral si rivolse chiedendo a Papa Paolo VI d’intervenire. L’influenza e l’appoggio della Chiesa nelle lotta per l’indipendenza e il diritto all’autodeterminazione della Guinea Bissau e delle altre ex-colonie portoghesi è ricordato e sostenuto anche da Pedro Pires che sostiene il fondamentale e indiscutibile sostegno diplomatico che ha avuto la Chiesa in alcuni processi a fronte di un importante, ma non fondamentale, supporto politico.

Djemberém in un continuo e ritmico scambio di voci ricostruisce la figura dei leader e il loro ruolo nella storia del continente africano per arrivare a riflettere sull’attuale mancanza di leader carismatici e sulla reale possibilità di arrivare a una situazione di pace. Djemberém, che letteralmente vuol dire la capanna del colloquio, intreccia il dialogo virtuale tra esperti, politici e studiosi con quello della musica e delle immagini dell’Africa del passato e del presente in un continuo passaggio tra bianco e nero e colore alla ricerca di una dimensione più stabile, per non dover più ripetere: jamais plus la guerre.

Alice Casalini

Cast & CreditsDjemberém
Regia: Cinzia D’Auria; soggetto e sceneggiatura: Filomeno Lopes; fotografia: Cinzia D’Auria; suono: Emanuele Mazzi; musica: Fifito e Ildo Correia; montaggio: Paolo Buccieri; interpreti: Fafali Kudawo, Samia Nkrumah, Marcelino Dos Santos, Pedro Pires, Don José Camnate na Bissign, Fernando Correia, Théophile Obenga, Eve Thompson, Don Pedro Zilli, Juca Delgado; origine: Italia, 2008; formato: BETACAM SP 16:9; durata: 50’; produzione: Filomeno Lopes, Associazione Zoe Onlus e Cinzia D’Auria.

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