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RIFF Awards 2009: Pronti? Via!

di Renata Orlando

Ed anche l’ottava edizione del Roma Independent Film Festival (RIFF), che quest’anno si svolge nel Nuovo Cinema Aquila, ha esordito con un’opening night tempestata di emozioni. «Abbiamo cercato di mettere in risalto la creatività dei registi provenienti da tutto il mondo, ponendo in rilievo le tematiche legate all’ambiente, ma anche quelle relative alla salvaguardia dei diritti umani», spiega il direttore artistico Fabrizio Ferrari. Proprio per questo, il premio New Vision 2009 non poteva che essere assegnato a Johan Kramer per il film Sing for Darfur (2008), proiettato alla serata inaugurale del RIFF del 20 marzo. Ferrari ha, inoltre, precisato che il premio è stato assegnato prima del rapimento di Mauro D’Ascanio, medico italiano preso in ostaggio in Darfur (che ricordiamo, è una regione africana ad occidente del Sudan, da qualche anno teatro di un atroce conflitto) qualche settimana fa. Ma Sing for Darfur è anche il nome della Fondazione no-profit nata nella primavera del 2007 grazie a un gruppo di registi olandesi, con lo scopo di aumentare la consapevolezza del ruolo dell’Occidente nei confronti del Darfur.

L’olandese Johan Kramer è stato cofondatore e direttore della KesselsKramer, agenzia di comunicazione di Amsterdam e, dopo essersi occupato di pubblicità, fotografia, cortometraggi, videoclip, documentari, installazioni video, ha esordito con il doc The Other Final (2003), prima di questo Sing for Darfur, che non è un documentario, e non è nemmeno realizzato in Darfur. Il lungometraggio è stato girato a Barcellona, e qui lo spettatore segue a ritmo dinamico - ritmo dato anche e soprattutto dall’aspetto profilmico e filmico - le vicende di più personaggi in un giorno particolare: un concerto pop internazionale per aiutare la popolazione del Darfur. E ciò che viene messo in risalto e che segue proprio lo scopo della fondazione, è la palese distanza esistente tra la capitale catalana e il Darfur, distanza evidenziata da un senso di paura, di solitudine, di razzismo.

Ma durante il film, queste sensazioni negative vengono affrontate con apparente leggerezza e un pizzico di provocazione: lo spettatore non può rimanere indifferente, sotto il punto di vista stilistico-formale, all’importante uso del black&white, uso appositamente scelto da Kramer, il quale ha, infatti, dichiarato: «Credo che la scelta monocromatica possa considerarsi come uno specchio che riflette la realtà di una fastidiosa e superficiale società moderna in rapida e continua trasformazione». Ammirevole, inoltre, la scelta presa dalla fondazione di devolvere il denaro ricavato dal film a tutti quei registi sudanesi che vorranno realizzare progetti di sensibilizzazione per testimoniare la tragedia che affligge la popolazione della regione africana.

E la scelta di proiettare Harraga (2008), uno tra i vari documentari in concorso al RIFF 2009, prima del film di Kramer, di certo, non è casuale. Diretto da Eva Patricia Fernández e Mario de la Torre e candidato a vari premi Goya, Harraga è un corto-documentario, girato in 35 mm tra Spagna e Marocco, che mostra cosa significa essere harraga (letteralmente illegale): gli illegali dei quali si parla nel corto sono quegli immigrati clandestini che provano a sfuggire alla miseria del Marocco, cercando di inseguire i propri sogni in quella Spagna che riescono solo a intravedere dalla costa.

La Fernández e de la Torre mostrano, però, allo spettatore cosa significa essere harraga quando si è anche bambini. Bambini che dovrebbero avere dei genitori, tornare a casa dopo la scuola, e che invece hanno per dimora il porto di Tanger, per genitori dei veri e propri usurai, sfruttatori, e che però, quando raccontano la propria esperienza, lo fanno guardando la macchina da presa con gli occhi di un uomo.

Come sempre, dunque, il RIFF offre un’angolazione diversa, dove indipendente non significa alternativo e dove lo spettatore, fino al 27 marzo prossimo, non potrà fare a meno di mettersi in fila al botteghino del Nuovo Cinema Aquila.

8. Roma International Film Festival

Cast & Credits

Sing for Darfur
Regia: Johan Kramer; origine: Olanda/Spagna, 2008; durata: 78’; produzione: Esther de Udaeta e Jony van Hees per Christel Palace; sito ufficiale: singfordarfur.org

Harraga
Regia: Eva Patricia Fernández, Mario de la Torre; origine: Spagna, 2008; formato: 35 mm, 1:1.85; durata: 20’; produzione: Rafael Linares, Miguel Becerra, Rafael Álvarez, Jean David Lefebvre


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