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I premi del FCAAAL di Milano

di Maria Coletti

Chiude oggi la 19. edizione del Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina (Milano, 23-29 marzo 2009), il più importante appuntamento in Italia dedicato alla produzione cinematografica del Sud del mondo. Ieri sera, nel corso della serata di premiazione, sono stati annunciati i vincitori, alla presenza di Valeria Golino, madrina del festival.
Di seguito, i film di interesse panafricano premiati dalle giurie ufficiali.

Nella sezione Miglior Cortometraggio Africano, il Premio Eni al Miglior Cortometraggio Africano, del valore di 7.500 Euro, è stato attribuito a Waramutseho! di Auguste Bernard Kouemo Yanghu (Camerun / Francia 2009), con la seguente motivazione: “Di fronte ad un soggetto rischioso, il regista riesce a restituirne la profonda verità con grande forza, senza cadere nelle trappole della banalità grazie al notevole spessore psicologico dei personaggi. Si premia il coraggio mostrato nell’affrontare una grande tragedia e il tema fondamentale della riconciliazione”. Mentre una menzione speciale è andato a La Residence Ylang Ylang di Hachimiya Ahamada (Unione delle Comore / Francia, 2008).

Nella sezione Concorso Miglior Film Africano, il Premio Regione Lombardia al Miglior Lungometraggio Africano (7.500 Euro) è stato assegnato al sudafricano Nothing but the Truth [nella foto] di John Kani (Sudafrica, 2008), con la seguente motivazione: “Per l’esemplare chiarezza drammatica con cui, nella forma del melodramma familiare, racconta la contraddizione tra Storia e Leggenda nel processo di superamento dell’apartheid nel Sudafrica democratico”. La giuria ha inoltre assegnato due menzioni speciali a due film tunisini: Un si beau voyage di Khaled Ghorbal, “per l’emozionante e matura combinazione tra personaggio e ambiente nella vicenda di un ritorno alla terra d’Africa, un’emancipazione al contrario, dall’inurbamento al nomadismo, fino a una poetica fusione con il deserto”; e Khamsa di Karim Dridi, “per l’avvincente e maturo stile ‘in presa diretta’ con cui racconta un romanzo infantile di formazione, a destino tragico, tra le periferie e i campi nomadi di Marsiglia. Il film sudafricano Nothing but the Truth ha inoltre ricevuto il Premio SIGNIS, assegnato dalla World Catholic Association for Communication.

La giuria del Concorso Documentari Finestre sul Mondo ha assegnato il Premio Provincia di Milano al Miglior Documentario da Africa, Asia e America Latina, del valore di 6.000 Euro, a Nos lieux interdits della marocchina Leila Kirani, con la seguente motivazione: “Con attenta e paziente indagine, il film mette a fuoco le ripercussioni provocate da decenni di tortura e deportazione politica in Marocco, e la loro persistenza sui vissuti individuali e familiari. Lo sguardo, che penetra l’intimità delle case, è sorretto dalla solidità dell’impianto narrativo e da un severo controllo del tessuto audiovisivo”.
Una menzione speciale è stata attribuita a Une affaire de nègres della camerunese Oswalde Lewat, “per l’intensità e la solidarietà con cui affronta la tragedia di persone care scomparse nel nulla, sequestrate dagli squadroni della morte dell’esercito camerunese. Dalla piena condivisione dell’angoscia e del dolore trasmessi dai loro familiari fluisce una corrente di emozioni che investe e travolge lo spettatore".

Nel Concorso Documentari e Non Fiction Africani il Premio al Miglior Documentario Africano (4.000 Euro) è andato a Le Tableau del marocchino Brahim Fritah, “per l’originalità del soggetto e del suo trattamento. Lo spazio del quadro si trasforma in invito alla visione su cui rifluiscono le immagini della memoria e il racconto di un vissuto, lo spazio dell’infanzia e quello dell’età adulta. La testimonianza individuale, che sostiene il film, partecipa così, senza smarrirsi, all’affresco variegato dei vissuti di migrazione".
Mentre la menzione speciale è stata assegnata al senegalese Maam Koumba di Alioune Ndiaye, “per aver dato visibilità e consistenza a una semplice fiaba popolare, presentata con amore e rispetto verso coloro che ne conservano la memoria. Lo sguardo cinematografico evocativo e innocente è capace di cogliere la profondità emozionale del racconto, perdendosi sulla superficie delle acque”.

Film africani anche tra i Premi Speciali di questa edizione del festival, tutti consistenti nell’acquisizione dei diritti di distribuzione home-video in Italia.
Il Premio CEM-Mondialità / COE al Miglior Cortometraggio, assegnato da una giuria composta da studenti italiani e stranieri, è andato al tunisino Le Projet di Mohamed Ali Nahdi. Il Premio CINIT – CIEMME è stato invece attribuito all’algerino Ils se sont tus di Khaled Lakdhdar Benaissa. Il Premio della Fondazione ISMU (Iniziative e studi sulla Multietnicità), attribuito da una giuria di docenti al miglior cortometraggio del festival con valore pedagogico, è stato assegnato al camerunese Waramutseho! di Auguste Bernard Kouemo Yanghu. Infine, il Premio CUMSE, assegnato da una giuria di rappresentanti delle comunità straniere di Milano e da volontari del CUSME, è stato attribuito a Le Monologue de la muette di Khadi Sylla e Charlie Van Damme (Senegal / Francia / Belgio, 2008).

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