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Tekfestival, culture e identità di confine

di Leonardo De Franceschi

Da domani, 7 maggio, proseguendo fino al 13, parte al Nuovo Cinema Aquila di Roma e allo Spazio Culturale Zip l’ottava edizione del Tekfestival - Ai confini del mondo… dentro l’occidente, festival internazionale di cinema indipendente promosso quest’anno da Regione Lazio, Provincia di Roma e Municipio Roma 6. Numerose le sezioni per un piccolo festival che da anni lavora per una cartografia delle identità di confine, a cavallo dei generi, delle culture, dei mondi. Le identità africane, tutt’altro che centrali nella programmazione 2009, sono indagate da un pugno di film che vale la pena identificare all’interno del palinsesto e scoprire uno per uno.

Partendo dalla sezione Panorami internazionali, si comincia con due lavori della quarantenne videomaker e scrittrice newyorkese Kym Ragusa, di origini italoamericane (la famiglia paterna è di Messina) e afroamericane insieme (la nonna Miriam ha vissuto dall’interno le trasformazioni culturali di Harlem), autrice del romanzo autobiografico La pelle che ci separa, edito nel 2008 dalla collana Specchi. Della Ragusa vedremo due fra i lavori non fiction più interessanti: Passing (un corto di 9 minuti del 1996), in cui ripercorre un viaggio compiuto negli anni Cinquanta dai nonni nel sud segregazionista; e Fuori/Outside (corto di 12 minuti del 1997, in cui entra in gioco l’altra nonna, e quindi il rapporto con i ricordi e la cultura che rinviano all’Italia e in modo particolare alla Sicilia. L’appuntamento è per sabato 9 all’Aquila, in sala 2.

Sempre in Panorami, segnaliamo Houna & Manny (corto di 10’, 2009, in programma giovedì 7 alle 22.30, all’Aquila 2), presentato anche al Fespaco 2009, in cui si racconta un episodio di ordinaria violenza istituzionale nei confronti degli immigrati a Boston, il rimpatrio forzato di 361 operai migranti in una fabbrica, nel clima di isteria post 11-settembre. Nella zona italiana della stessa sezione, da non perdere il lungo doc Amour, sexe et mobylette (nella foto), uscito da meno di un mese in Francia, in cui la critica Maria Silvia Bazzoli e il filmmaker etnologo Christian Lelong (Agadez nomade FM, Justice à Agadez), che hanno da poco ultimato un film-omaggio al grande pioniere del cinema nigerino Moustapha Alassane, raccontano l’amore in Burkina Faso, visto attraverso una serie di piccole storie del quotidiano, in cui l’immaginario è sempre più influenzato da riti e calendari occidentali (vedi la ricorrenza della festa di S. Valentino), e si confronta con paure e ansie legate all’Aids. L’appuntamento, col film e con i registi, è per domenica 10 alle 22.30 (Aquila 1).

Nella sezione Agenderphobia, spicca Dreams Deferred: the Sakia Gunn Film Project dello statunitense Charles B. Brack, che ricostruisce l’odioso omicidio di una quindicenne studentessa nera avvenuto a Newark, New Jersey, nel 2003, e ci introduce alla comunità delle aggressive women. In anteprima italiana, il documentario viene presentato domenica 10 maggio alle 22.20 (Aquila 3). All’interno della minisezione Banda larga, da non perdere Half Nelson di Ryan Fleck, vincitore di numerosi premi a Locarno, in programmazione sui canali Sky e in arrivo anche in homevideo, school film ambientato a Brooklyn che racconta il rapporto fra un dinamico professore di liceo tossicodipendente e i suoi ragazzi, in larga parte neri e con situazioni sociali precarie (9 maggio, 22.30, Aquila 2).

Ad aprire la kermesse, giovedì 7 alle 19.30 in sala 1, una scheggia-omaggio a un documentarista italiano di razza da poco scomparso, il torinese Armando Ceste, di cui viene presentato l’ultimo videofilm Movimento, quattro minuti per ricordare, attraverso una storia come tante, quella del senegalese Faye Ibrahima, la strage ordinaria che si consuma ogni anno nel canale di Sicilia, con la morte per annegamento e inedia di migliaia di migranti che tentano di raggiungere via mare le coste italiane. Da un regista vicino da sempre a marginali e resistenti, uno sguardo partecipe che apre nel migliore dei modi questa edizione numero 8 del Tekfestival.

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