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Tra il deserto e il mare: l’attesa dei migranti

di Alice Casalini

Da una porta decorata di blu su una parete bianca si vede una classe nella quale i ragazzi studiano lo spagnolo preparandosi così ad affrontare la loro nuova vita quando riusciranno a imbarcarsi per arrivare in Europa come clandestini. L’attesa, la speranza, la frustrazione, il dolore, il distacco, la paura, la voglia di realizzarsi, i sogni dei migranti sono al centro di due documentari andati in onda su Current (http://current.com/): Sulla via di Agadez (2009) di Fabrizio Gatti e Hotel Sahara (2008) di Bettina Haasen. Due lavori molto diversi ma che hanno in comune l’analisi delle vie dei migranti che attraversano l’Africa con la speranza di raggiungere l’Europa.

Fabrizio Gatti, giornalista d’inchiesta per «Il Corriere della Sera» e per «L’Espresso», ha realizzato il suo reportage, Sulla via di Agadez, per denunciare la nuova guerra per l’uranio manovrata dalla Francia che sovvenziona la guerriglia Tuareg contro l’esercito regolare del Niger e contemporaneamente stringe accordi con Gheddafi favorendo i trafficanti e rendendo gli accordi Italia–Libia un’evidente beffa. La spiegazione di questa situazione è affidata allo stesso Fabrizio Gatti che si riprende durante il viaggio sulla via di Agadez, la città rossa alle porte del Sahara. L’inchiesta è intrecciata alla lettura del Diario di Daniel, un ragazzo morto di sete a 19 anni mentre tentava di arrivare sulle coste libiche attraverso il deserto del Sahara. Il diario è anche alla base del libro Bilal. Il mio viaggio clandestino nel mercato dei nuovi schiavi (Editore Rizzoli, 2007) dello stesso Gatti e di un lavoro teatrale, Bilal, che il giornalista ha scritto insieme a Gualtiero Bertelli. L’esperienza di Daniel è il filo rosso che unisce le voci dei giovani in attesa di affrontare il grande viaggio prima verso la Libia e poi verso l’Europa. La via di Agadez è dunque la via dei traffici senza scrupoli e allo stesso tempo la via della speranza per gli oltre 10 mila migranti africani che passano dal Niger con il sogno di una vita migliore. Questo senso è racchiuso anche nell’omonima canzone scritta dallo stesso Bertelli con Rachele Colombo che accompagna i titoli di coda e le fotografie scelte dal regista per terminare il suo videoreportage realizzato per il sito de «L’Espresso».

Hotel Sahara ha un’impostazione più lirica, costruito attraverso interviste incrociate tra alcuni giovani in attesa di partire in un mondo sospeso tra il deserto e l’oceano della Mauritania. La città di Nouadhibou è il luogo d’incontro di molti africani che parlano lingue diverse e che attendono l’inizio di un sogno che può trasformarsi in tragedia se la forza delle onde dell’oceano spezza le barche della speranza. Hotel Sahara è metafora di un luogo di scambio, di passaggio e Nouadhibou è un crocevia di speranze e culture: sono questo clima sospeso e il melting pot che la distinguono dalle altre città africane. Bettina Haasen alterna interviste e immagini di un mondo sospeso, un universo fantasma come le navi abbandonate e arrugginite che si stagliano sulla costa come monito, come simbolo per tutti coloro che vogliono affrontare l’oceano. Il distacco, la solitudine, la paura non riescono a sovrastare la speranza di realizzare un sogno, come quello di diventare calciatore del Barcellona o quello di trovare un lavoro per vivere una vita dignitosa.
Bettina Haasen, studiosa di lingue africane e scienze politiche, si è poi dedicata alla produzione e realizzazione di video, e il suo Hotel Sahara offre una nuova prospettiva su uno dei momenti più difficili dei viaggi verso Nord, quello della sospensione tra la vecchia e la nuova vita: un lasso di tempo che può sembrare infinito e durante il quale si consumano pensieri, speranze e delusioni.

Le vie del deserto fino alla barriera del mare, che sia Oceano o Mar Mediterraneo, rappresentano la parte meno nota dei viaggi della speranza verso un nuovo destino che Sulla via di Agadez e Hotel Sahara affrontano con stili e toni diversi.

Cast & Credits

Sulla via di Agadez
Regia: Fabrizio Gatti; sceneggiatura: Fabrizio Gatti; fotografia: Fabrizio Gatti; suono: Fabrizio Gatti; musica originale: Gualtiero Bertelli e Rachele Colombo, “Sulla via di Agadez”; montaggio: Leonardo Sorreggotti e Fabrizio Gatti; origine: Italia/Niger 2009; formato: video; durata: 24’; produzione: L’Espresso; distribuzione: L’Espresso; sito ufficiale: http://espresso.repubblica.it/dettaglio/articolo/2076172

Hotel Sahara
Regia: Bettina Haasen; sceneggiatura: Bettina Haasen; fotografia: Jacko Vant’Hof; musiche: Karsten Hoefer; montaggio: Kristine Langner; origine: Germania, 2008; formato: HD; durata: 85’; produzione: Gebrueder Beetz Filmproduktion/Berlin; distribuzione: Gebrueder Beetz Filmproduktion/Berlin; sito ufficiale: http://www.hotelsahara.de/facts.html


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