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The Longshots - Una squadra molto speciale

di Fred Durst

Uscito alla chetichella il 14 agosto, The Longshots – Una squadra molto speciale (The Longshots, 2008), opera seconda diretta da Fred Durst, è l’ultima fatica interpretata e prodotta da Ice Cube, dopo che First Sunday – Non c’è più religione (David E. Talbert, 2008) era uscita direttamente in homevideo. Distribuito negli States un anno fa, il film ha rastrellato poco più di 11 MD, un risultato ampiamente inferiore alle ultime performance al botteghino dell’ex-rapper, in particolare agli 82 MD di Io, lei e i suoi bambini (Are We There Yet?, Brian Levant, 2005). Eppure, anche se trattasi pur sempre di una commedia per famiglie, The Longshots offre allo spettatore medio americano che ancora si lecca le ferite per la crisi economica in corso più di una riflessione. Ma forse il problema sta proprio qui, indipendentemente dal fatto che il film sia tratto da una storia vera, quella della prima ragazzina (nera) a militare in una squadra del Pop Warner Super Bowl, campionato giovanile di football.

Jasmine Plummer (la Akeelah di Una parola per un sogno) è un’adolescente timida e complessata che vive in una cittadina della Louisiana, Minden. Costretta a fare gli straordinari, visto che il marito l’ha abbandonata da anni, la madre Claire (Tasha Smith) chiede al cognato Curtis (Ice Cube), un’ex-stella di football disoccupato da mesi, di passare più tempo con la piccola. Come nella più classifica delle screwball comedy, i due si sopportano poco, anche perché lei è più interessata dai libri rosa e dalle riviste di moda – sogna di fare la modella – che ai consigli di uno zio incupito dagli anni di solitudine e marginalità. Quando però Curtis, che se va dovunque in giro con la sua immancabile palla da football, prova un giorno a scambiare alcuni lanci con la nipotina, fra i due scatta una nuova simpatia. Incoraggiato dai compagni di sbronze e backgammon, Curtis chiede al coach della squadra locale di football giovanile di mettere alla prova Jasmine come lanciatrice. Fisher esita ma in effetti non ha molto da perdere, visto che il suo quarterback è scarso e pure gli altri non scherzano.

Superando le diffidenze dei compagni di squadra, Jasmine, da sempre emarginata a scuola, per la prima volta scopre di avere un talento da mettere a frutto e l’orgoglio di valere qualcosa. Sotto la guida dello zio che, peraltro, a causa di una crisi cardiaca, si trova a dover subentrare al coach prima di una sfida decisiva, la ragazzina si impegna negli allenamenti e conquista la stima degli altri e le prime attenzioni dei media locali. La fama cresce quando, di risultato in risultato, i Brown dell’ignota Minden riescono ad arrivare alla prestigiosa finale di Miami. Dal nulla sbuca allora Roy, improvvisamente desideroso di riconquistare un improbabile rapporto con la figlia. Curtis sospetta trattarsi dell’ennesimo colpo di testa del fratello e lo mette in guardia dall’illudere Jasmine, rimasta traumatizzata dal suo abbandono. Quando il padre non si presenta alla finale, la ragazza sta per crollare ma, grazie a Curtis, riesce a rimettersi in carreggiata e a giocare come sa.

Il pregio maggiore di The Longshots – che ricorda da vicino Pride (Sunu Gonera, 2007), anch’esso ambientato in Louisiana – è il ritratto di questo microcosmo della provincia del sud, franato dopo la chiusura dell’industria di imballaggi dove lavoravano tutti, compreso il protagonista Curtis, in seguito all’infortunio che ne aveva chiuso la carriera sportiva. Una comunità schiacciata dai debiti e dalle bollette dove, come denuncia il prete, tutti sono troppo impegnati a pensare a quello che hanno perso per occuparsi di quello che hanno ancora. A rendere il tessuto commedico di The Longshots più problematico e meno schematico di quanto richieda sulla carta un film dal target simile contribuiscono una visione della famiglia piuttosto cruda – in cui i padri è meglio perderli che (ri)trovarli, a parte quelli putativi – e soprattutto una declinazione dell’American Dream in cui, più che la vittoria nella finale – del singolo o della squadra che sia –, viene messa in valore la rinascita del tessuto sociale della comunità (nera, e civica in generale), unita in un sogno che rimette in circolo energie di riscatto preziose per tutti.

Da segnalare il livello più che apprezzabile delle interpretazioni, compreso un Ice Cube più controllato del solito. Divertenti le allusioni alle dive dell’immaginario black contemporaneo e non solo, dalla top model Tyra Banks a Beyoncé, passando per la Pam Grier di Foxy Brown.

Leonardo De Franceschi

Cast & CreditsThe Longshots - Una squadra molto speciale (The Longshots)
Regia: Fred Durst; sceneggiatura: Nick Santora; fotografia: Conrad W. Hall; suono: Victor Ray Ennis, Kenneth L. Johnson; musica: Teddy Castellucci; montaggio: Jeffrey Wolf; scenografia: Charles Breen; costumi: Austin Myers; interpreti: Ice Cube, Keke Palmer, Tasha Smith, Jill Marie Jones, Dash Mihok, Matt Craven; origine: USA, 2008; formato: 35 mm, 1:2.35, Dolby Srd; durata: 94’; produzione: Matt Alvarez, Ice Cube e Nick Santora per Cube Vision; distribuzione: 01 Distribution; sito ufficiale: thelongshots-movie.com

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