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Festival Internazionale del Film di Roma

di Maria Coletti

Quarta edizione, 15-23 ottobre 2009

Iniziato il conto alla rovescia per l’apertura presso l’Auditorium Parco della Musica e il Villaggio del Cinema della 4. edizione del Festival Internazionale del Film di Roma (15-23 ottobre) – guidato da Gian Luigi Rondi e Francesca Via, rispettivamente presidente e direttore generale della Fondazione Cinema per Roma, e con la direzione artistica di Piera Detassis – vi proponiamo la nostra solita anteprima del programma, con un occhio di riguardo ai film ed agli eventi legati all’Africa ed alle sue diaspore.

Una prima constatazione riguarda la mancanza nel cartellone del Festival Internazionale del Film di Roma di film africani nelle principali sezioni ufficiali ed in concorso, quasi a fare da contraltare alla Mostra di Venezia che negli ultimi anni ha invece investito parecchia energia nelle cinematografie del continente africano. Vero è che, a poco più di un mese di distanza fra i due festival, è innegabile la difficoltà di trovare nuovi film africani sul mercato, anche se, vista la vocazione popolare e insieme culturale del Festival di Roma, forse ripresentare in spazi “altri” (Extra, Occhio sul Mondo) film o autori africani interessanti anche se meno recenti, oppure piccole retrospettive od omaggi a grandi autori, non sarebbe certo un problema, vista anche la poca visibilità in generale che il cinema africano ancora ha in Italia.
Ma tant’è. Questa è una situazione critica oggettiva e ci auguriamo di cuore che per la prossima edizione si prepari qualche novità anche per l’Africa. Intanto non possiamo non ricordare con immenso piacere che, nella giuria ufficiale che assegnerà il Marc’Aurelio d’Oro presieduta dal regista ceco Milos Forman, siederà anche la scrittrice e regista algerina Assia Djebar, una personalità poliedrica e un carattere combattivo che ha da sempre gettato un ponte fra Africa, Mediterraneo ed Europa.

Uno spazio particolarmente importante per la promozione del nuovo cinema è stato fin dalle prime edizioni del Festival di Roma quello della Fabbrica dei progetti / New Cinema Network, diretto quest’anno da Roberto Cicutto: un luogo di formazione, di scambio e di incontro fra giovani autori e produttori, per permettere nel contesto italiano, europeo ed internazionale di incoraggiare le coproduzioni e di facilitare i giovani autori nell’ingresso del mondo del cinema, dopo essere stati selezionati in base ai progetti ed alle sceneggiature presentate.
Così, nella sezione International, è stato selezionato anche il progetto del sudafricano John Barker, The Umbrella Men: presentato anche all’Atelier dell’ultimo Festival di Cannes, il soggetto del film ruota attorno ad un gruppo di artisti e musicisti di strada, The Umbrella Men appunto, che, per risolvere problemi economici e poter competere al Carnevale di Cape Town, progettano un colpo in banca, da realizzare nei loro costumi di scena.

Ritorna anche in questa edizione la sezione Alice nella città, curata da Gianluca Giannelli e interamente dedicata ai ragazzi. Una piccola chicca, che incuriosirà anche gli spettatori in cerca di film di interesse panafricano, è quella del film di chiusura, il francese Le Petit Nicolas, diretto da Laurent Tirard e distribuito in Italia dalla Bim [in foto un particolare della locandina del film].
In Francia il film, uscito lo scorso 30 settembre, è già un fenomeno: il primo giorno ha incassato più di un milione e duecento mila euro ed è un adattamento per il grande schermo di uno dei più importanti classici per l’infanzia francesi. Nato dalla fantasia di René Goscinny e ravvivato dai disegni di Jean-Jacques Sempé, il protagonista è una sorta di Gian Burrasca d’Oltralpe e rappresenta uno dei primi esempi nella letteratura moderna per l’infanzia in cui l’esperienza e l’interpretazione del mondo sono viste attraverso gli occhi di un bambino. Nel film, la tranquilla vita di Nicolas cambia dopo aver ascoltato una conversazione tra i suoi genitori, che lo convince che la madre sia incinta. Preso dal panico, Nicolas inizia ad immaginare il peggio: il fratellino sposterà su di sé tutta l’attenzione al punto che i suoi genitori non potranno più occuparsi di lui e finiranno per abbandonarlo nel bosco come Pollicino.
Nel cast, anche l’incontenibile Kad Merad (nei panni del padre), reduce dagli incassi al botteghino per il suo film Bienvenue chez les Ch’tis (Giù al Nord), scritto diretto ed interpretato dall’amico Dany Boon: nato nel 1964 a Sidi Bel Abbes (Algeria), ex cantante e batterista rock, ex animatore alla radio, Kad Merad ha conquistato una certa popolarità sul piccolo schermo, per poi farsi apprezzare anche al cinema, soprattutto in Je vais bien, t’en fait pas (Philippe Lioret, 2006), che gli è valso il César come miglior attore non protagonista.
Proiezione: 23 ottobre, ore 11, Sala Sinopoli

Una sezione che si conferma ogni anno particolarmente ricca e stimolante è Extra – L’Altro Cinema, curata da Mario Sesti e perennemente a cavallo fra generi e formati diversi, come tra realtà e finzione. Da segnalare, in questo contesto, la presentazione in concorso del documentario Fratelli d’Italia, del giovane regista italiano Claudio Giovannesi, diplomatosi al Centro Sperimentale di Cinematografia e già affermatosi con la sua opera prima, il lungometraggio La casa sulle nuvole (2009). Nel documentario, tre adolescenti stranieri, o meglio, italiani di seconda generazione, confidano alla videocamera, senza cautele, aspirazioni, affetti, humour e rabbia. L’attesa, il risentimento, il sogno e anche l’ironia o l’isolamento come difesa: un laboratorio multiculturale a cielo aperto dove la cadenza rumena, i riti islamici e un fidanzato in Ucraina scandiscono un vissuto a cavallo tra mondi remoti e incombenti il cui unico spazio di sintesi è la vita e il corpo di un teenager. Tutti frequentano lo stesso istituto tecnico di Ostia, dove l’occhio mobile e fiancheggiatore del film costruisce, con scattante curiosità e alcun pregiudizio, la scena viva e cruciale dell’identità e dell’integrazione.
Proiezioni: 19 ottobre, ore 20, Teatro Studio; 20 ottobre, ore 16.30, Sala Petrassi

Un altro interessante documentario verrà invece presentato nella sezione Occhio sul Mondo, curata da Gaia Morrione e dedicata quest’anno al tema ambientale: parliamo di Baobabu no kioku (A Thousand Year Song of Baobab), il documentario del regista giapponese Seiichi Motohashi ambientato in un villaggio senegalese. Quanto è importante la vita di un baobab pluricentenario posto in un villaggio a 30 kilometri a ovest di Dakar, per l’esistenza dei suoi abitanti? Le sue foglie nutrono gli animali, con i suoi rami caduti alimentano i falò, la sua polpa è la base di medicinali e tutti coloro che vi vivono vicini sentono di condividere con lo spettacolare arbusto lo spirito dei morti che vi abita. Da un autore giapponese specializzato in ieratiche ma toccanti esplorazioni ambientali, un ritratto di una umanità che ha conservato con la natura un legame che ci è ormai estraneo.
Proiezioni: 19 ottobre, ore 20.30, Villa Medici – Sala Michel Piccoli; 20 ottobre, ore 18, Villa Medici – Sala Michel Piccoli

Ricordiamo inoltre una proiezione ed un evento speciale da non perdere assolutamente: il documentario Sound of Morocco di Giuliana Gamba, un viaggio on the road nella musica marocchina che sarà presentato in una serata speciale, arricchita dall’esibizione dal vivo di uno dei musicisti ritratti nel film, Nour Eddine Fatty che, in Italia ormai da svariati anni, non smette di tessere ponti musicali nel Mediterraneo, fra le diverse culture e religioni.
Proiezione: 17 ottobre, ore 22.30, Sala Petrassi

Un piccolo tuffo nel continente africano, e soprattutto negli stereotipi e nell’immaginario occidentali legati all’idea di Africa, potremo farlo anche attraverso la retrospettiva dedicata all’attrice statunitense Meryl Streep, ospite del Festival di Roma e protagonista anche degli incontri con il pubblico. Parliamo del classico del cinema esotico Out of Africa (La mia Africa) diretto nel 1985 da Sidney Pollack.
Proiezione: 19 ottobre, ore 21.30, Studio 3

Infine, anche se riservato ai buyer che arriveranno a Roma per partecipare allo spazio del Mercato / The Business Street curato da Roberto Cicutto, ricordiamo anche l’evento Italian Screenings, realizzato in collaborazione con Filmitalia ed Unefa: una maratona di due giorni con 20 anteprime che si svolgerà il 16 e 17 ottobre al cinema Quattro Fontane, con il meglio del più recente cinema italiano. E siamo davvero molto lieti che ai compratori e distributori internazionali vengano proiettati anche film come La casa sulle nuvole di Claudio Giovannesi e Good Morning Aman di Claudio Noce, presentato all’ultima Mostra di Venezia e sicuramente una riflessione coraggiosa, originale e necessaria sull’Italia di oggi e la sua pericolosa deriva, fra crisi e razzismo.

Maria Coletti | 4. Festival Internazionale del Film di Roma

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