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Liberi Nantes Football Club

di Francesco Castellani

Un calcio all'indifferenza

Tra le tante stelle italiane e d’oltre oceano che sfilano sul freddo tappeto rosso del Festival del Film di Roma, ecco insinuarsi la “piccola” storia della Liberi Nantes Football Club. Si tratta di un documentario inserito nella sezione Eventi Speciali, diretto da Francesco Castellani, prodotto da Red Tv in collaborazione con la Società Sportiva Liberi Nantes, presieduta da Gianluca Di Girolami, patrocinata dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) e sostenuta da diverse associazioni di volontariato.

Il documentario deriva da una fortunata serie di 30 puntate andate in onda su Red Tv ed infatti troviamo nella sapiente narrazione un linguaggio perlopiù televisivo (montaggio veloce supportato da stacchetti e musiche con riferimenti alle storiche sigle dei programmi sportivi). Vengono raccontate le vicende della Liberi Nantes, una squadra di calcio interamente composta da rifugiati e migranti forzati, per la prima volta impegnata in un vero campionato di terza categoria disputato a Roma la scorsa stagione (non mancano tra l’altro anche le telecronache delle partite più importanti…).

Gli allenamenti tenuti dal mister Proietti, l’allenatore/pasticciere che spiega i suoi schemi di gioco con i pasticcini, si alternano alle crude storie di vita e di integrazione tra gli italiani (fondatori e sostenitori della squadra) ed i tanti ragazzi provenienti da diversi paesi, in fuga da guerre e dittature. Le vite degli atleti sono costrette all’anonimato, come nell’esempio del portiere, volutamente oscurato nelle riprese. Molti di loro si sono separati definitivamente dalle famiglie e dalle proprie case e trovano asilo in centri di accoglienza.

La squadra del Liberi Nantes F.C. (prima ed unica squadra, a carattere permanente, interamente composta da rifugiati e richiedenti asilo) nasce nel 2007, grazie all’iniziativa di un gruppo di appassionati volontari e con l’indispensabile collaborazione di centri di assistenza e sostegno ai migranti forzati sul territorio, primo su tutti il Centro Astalli di Padre Giovanni La Manna, e con il sostegno costante la Fondazione Don Luigi Di Liegro e dell’UISP di Roma.

È indubbiamente un scommessa difficile, con l’obiettivo di riuscire a fornire a chi fugge da qualcosa ed arriva in Italia per chiedere asilo, una risposta concreta attraverso i veri valori dello sport. Il nome deriva dalla famosa locuzione Rari Nantes, famosa locuzione latina presente nei versi dell’Eneide che letteralmente significa rari naufraghi, qui semplicemente trasformata in liberi naufraghi. La squadra schiera tra le proprie fila atleti di nazioni quali l’Afghanistan, l’Eritrea, l’Etiopia, la Guinea, l’Iraq, la Nigeria, il Sudan, il Togo, ecc. Un mix di culture e storie umane, di vicende personali e familiari che si intrecciano con la Grande Storia e con i tanti conflitti irrisolti che infiammano il pianeta. Si tratta di uomini dispersi e minacciati che accettano di partecipare a questo progetto di squadra, di unione e di lavoro comune.

Tanti gli applausi in sala, con la presenza di Massimo D’Alema, presidente della Fondazione Italianieuropei, Laura Boldrini, portavoce italiano dell’UNHCR, e Padre Giovanni La Manna del Centro Astalli di Roma. Prima della proiezione il narratore del film, Gabriele Ceri, ha letto un passo dal romanzo di Italo Calvino Le città invisibili, che rappresenta bene l’atmosfera dei protagonisti, ed è giusto quindi riproporla: L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.

Giorgio Sgarbi | 4. Festival Internazionale del Film di Roma

Cast & CreditsLiberi Nantes Football Club
Regia: Francesco Castellani; sceneggiatura: Francesco Castellani, David Turchi; fotografia: Maurizio Di Loreto; montaggio: Marco Giovannoli, Ecyr Prado; con: Gabriele Ceri (narratore), i ragazzi della squadra; origine: Italia, 2009; formato: 35 mm, 1.85, Dolby Srd; durata: 61’; produzione: Pont Film srl; blog: liberinantes.org

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