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Festival dei Popoli – Festival Internazionale del Film Documentario

di Maria Coletti

Cinquantesima edizione, Firenze, 1-7 novembre 2009

“Il documentario informa senza piegarsi alla logica del format lasciando agli spazi e ai corpi filmati il tempo di mostrare le loro verità più profonde”. Così Luciano Barisone, direttore del Festival dei Popoli – Festival Internazionale del Film Documentario (1-7 novembre 2009), presenta la 50. edizione della vetrina di documentari più antica al mondo organizzata all’interno della "50 giorni di cinema internazionale a Firenze", la manifestazione dalla Mediateca Regionale Toscana Film Commission.
L’edizione del cinquantenario del festival, che si svolge a Firenze tra i cinema Odeon e Spazio Uno, presenta 81 documentari di cui 6 prime mondiali, 4 prime europee e 37 prime italiane.

Nel ricco cartellone, da segnalare anche alcuni titoli di interesse panafricano.
All’interno del Concorso Lungometraggi troviamo infatti l’ultima fatica del regista tunisino Mohamed Zran che, dopo alcuni bei film di finzione (Essaida, 1996; Le Prince, 2004), torna a cimentarsi con il documentario: Vivre ici (Being Here, Tunisia, 2009) si svolge a Zarzis, una cittadina del sud della Tunisia che ospita una comunità eterogenea e pacifica. La serena vita del luogo si sviluppa intorno alla bottega di Simon, un vecchio commerciante ebreo. Qui s’incontrano tutti i giorni un maestro di scuola progressista, un pittore sognatore, una sensale di matrimoni e una folla di persone comuni in cerca di un rimedio alle loro malattie. Insieme uomini e donne discutono di se stessi, della città e del mondo. [Nella foto, il dettaglio della locandina del film]

Un titolo da tenere d’occhio è presente anche nel Concorso Cortometraggi: Bronx Princess di Yoni Brook e Musa Syeed (USA, 2008) è il ritratto di Rocky, una ragazza afroamericana brillante e testarda, che, alla fine della scuola, lascia la madre a New York per tornare in Ghana dal padre. Il film segue il suo difficile passaggio all’età adulta, tra il bisogno di recuperare le radici e la ferma decisione di difendere la propria indipendenza, descrivendo in modo avvincente il tentativo di riconciliare e far convivere mondi tra loro distanti.

Molto ricco è anche lo spazio Fuori Concorso del festival, con diverse sezioni tematiche.
Nella sezione “Realtà manipolate”, segnaliamo Alpha and Again di Isacki Lacuesta e Isa Campo (Gran Bretagna, 2009): Alpha è un rifugiato politico originario del Darfur, che abita a Melbourne. Partendo dalla sua esperienza personale, il film si avventura in una serie di digressioni senza fine, mostrando come oggi in Australia, paese costruito col sudore degli immigrati, i campi dei rifugiati e i centri di detenzione degli immigrati clandestini (visibili materialmente, invisibili secondo Google Earth) siano degni di un racconto di Kafka.
Nella sezione “Tracce sonore” troviamo invece due interessanti documentari musicali: Soundtrack for a Revolution di Bill Guttentag e Dan Sturman (USA, 2009) e Zanzibar Musical Club di Philippe Gasnier e Patrice Nezan (Francia, 2009).
Se ogni movimento ha bisogno di un ritmo, la «rivoluzione nera» ebbe un’intera colonna sonora. Con le testimonianze dei protagonisti dell’epoca, materiali d’archivio e intense interpretazioni musicali, Soundtrack for a Revolution racconta appunto la storia del movimento di rivendicazione dei diritti civili degli afroamericani attraverso le canzoni cantate nelle manifestazioni, nelle riunioni, nelle celle delle prigioni.
Zanzibar Musical Club è invece un film di viaggio, in cui non sono tanto i luoghi a cambiare, a scorrere di fronte allo sguardo dello spettatore, quanto i suoni, le tante musiche che attraversano il Musical Club di Zanzibar, dove si riuniscono uomini e donne uniti dalla passione per una musica antica. Musica dalle molteplici forme, le cui radici affondano nella cultura indiana, araba, europea e africana.

Per il programma completo del festival, rimandiamo al sito ufficiale:
http://www.festivaldeipopoli.org/

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