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2012

di Roland Emmerich

The last day

È arrivato nelle sale l’atteso film catastrofico firmato Roland Emmerich, 2012 (id., 2009). Il regista di Independence Day (Independence Day - Il giorno della riscossa, 1996) e The Day After Tomorrow (L’alba del giorno dopo, 2004) torna dunque con un film spettacolare che per due ore trasporta lo spettatore nel cuore dell’apocalisse grazie agli effetti speciali in 2D portati all’ennesima potenza.


Trailer fornito da Filmtrailer.com

L’ultimo blockbuster di Emmerich colpisce nel segno e regala al pubblico immagini spettacolari con una ricostruzione dettagliata dello sconvolgimento della crosta terrestre che trasforma per sempre il pianeta: la regia attenta nella realizzazione più convincente possibile della fine del mondo dimentica, o quasi, di seguire la sceneggiatura e la direzione degli attori abbandonati a dialoghi imbarazzanti incastrati in situazioni che oscillano tra i cliché più banali e situazioni evidentemente improbabili.

Emmerich, che ha firmato la sceneggiatura con Harld Kloser, ha costruito il soggetto attorno al calendario dei Maya che indica, in seguito a un particolare allineamento dei pianeti, il giorno in cui avrà luogo la fine del mondo: 21-12-2012. Da questa teoria sulla quale da anni si discute e si specula prende spunto 2012. Il film inizia nel 2009, nel momento in cui uno scienziato indiano comunica al suo amico e giovane geologo Adrian Helmsley (Chiwetel Ejiofor) che lavora per il governo degli Stati Uniti, un anomalo bombardamento di neutrini che scatenano reazioni fisiche nel cuore della terra provocandone un progressivo e inarrestabile surriscaldamento che porterà allo sfaldamento della crosta terrestre. Mentre Helmsley combatte per far arrivare la sua teoria al presidente americano Thomas Wilson (Danny Glover) che mette in atto con gli altri capi di stato del G8 un piano di evacuazione per pochi scelti e pochi ricchi, lo scrittore Jackson Curtis (John Cusack) tenta disperatamente, dopo un incontro con uno strano personaggio che annuncia da anni la catastrofe imminente, di portare in salvo la sua famiglia.

La fine del mondo di Emmerich diverte più che sconvolgere lo spettatore, che si lascia trascinare nelle acrobatiche traiettorie della mdp che il regista posiziona sempre vicino ai protagonisti per cercare di restituire lo stesso effetto shock e la fa muovere vorticosamente e continuamente seguendo gli andamenti, le esplosioni, i terremoti e gli tsunami mai visti che stravolgono la terra. Effetti speciali a parte, 2012 è un susseguirsi di dialoghi imbarazzanti, di scene inserite senza senso tra una fuga e l’altra: i momenti di pausa dalla catastrofe sono il punto più debole del film sia quelli in cui si trovano tentativi di ironizzare sulla catastrofe, sia quelli che vorrebbero, senza riuscirci, essere estremamente drammatici.

Dalla catastrofe si salveranno solo i ricchi e i potenti del mondo, uno sguardo realistico e cinico che non è sostenuto fino in fondo: alla fine il giovane Helmsley convince i capi di stato a un atto di umanità grazie a un discorso basato sul senso di colpa dell’ultimo momento, il presidente degli Stati Uniti “non abbandona la nave che affonda”, mentre l’improbabile primo ministro italiano si unisce alla preghiera. L’immagine dell’Italia che evidentemente hanno gli sceneggiatori è ancora quella degli anni ’50, ma, ampliando lo sguardo al mondo, fa sorridere il richiamo evidente a tutti gli attuali capi di Stato, ai quali però vengono dati nomi diversi. Il presidente USA afroamericano è invecchiato e senza first lady al fianco, il primo ministro italiano è talmente improbabile da suscitare risate e commenti in tutta la sala, ma ancor più imbarazzante è la quasi totale assenza, politica e fisica, del continente africano durante tutto il film, fatta eccezione per il finale: assenza che rivela tutta l’ambiguità politica che attraversa 2012.

Emmerich riesce a divertire, ma colpisce come si possa rimanere indifferenti alla morte in un film come 2012, dove miliardi di persone perdono la vita in modo violento senza alcuna possibilità di fuga e dunque di salvezza.

Alice Casalini

Cast & Credits2012
Regia: Roland Emmerich; sceneggiatura: Roland Emmerich, Harld Kloser; fotografia: Dean Semler; musiche: Harald Kloser, Thomas Wanker; montaggio: Peter S. Elliot, David Brenner; scenografia: Barry Chusid; costumi: Shay Cunliffe; interpreti: Amanda Peet, John Cusack, Chiwetel Ejiofor, Thandie Newton, Danny Glover, Oliver Platt, Woody Harrelson, Thomas McCarthy, Liam James, Zlatko Buric, Morgan Lily, Beatrice Rosen, Alexandre Haussmann, Philippe Haussmann, Johann Urb, John Billingsley, Chin Han, Osric Chau, George Segal, Stephen McHattie; origine: Canada/Usa, 2009; formato: 35 mm, colore; durata: 158’; produzione: Sony Pictures Entertainment, Centropolis Entertainment, Farewell Productions; distribuzione: Sony Pictures Releasing Italia; sito ufficiale: http://www.whowillsurvive2012.com/; sito italiano: http://www.sonypictures.it/film/2012/

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