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Coach

di Joram Lürsen

Lezioni di intercultura

Nel suo giorno di apertura, il Festival Européen des 4 Écrans, ospitato nella sala Mk2 della Bibliothèque François Mitterand di Parigi presenta Coach di Joram Lürsen, un film olandese che affronta la questione dell’integrazione e del multiculturalismo con humour e delicata umanità. La storia ruota intorno al personaggio di Suzanne (Anneke Blok), ricca signora dell’upper class di Amsterdam, annoiata dalla monotonia dei suoi hobby, che decide di investire soldi ed energie nell’educazione di Soukri (Mamoun Elyounoussi), un ragazzo marocchino.

Quelle che in un primo momento dovrebbero essere semplici ripetizioni di lingua olandese per permettere a Soukri di superare l’anno scolastico senza debiti deborderanno, a causa dell’esuberante personalità di Suzanne, in corsi di ogni genere: dal tennis alla recitazione. Il tutto avviene all’insaputa della famiglia, che vorrebbe che Soukri concludesse gli studi per rilevare la già ben avviata autofficina paterna. Immancabile una piccola storia d’amore tra Soukri e la giovane figlia di Suzanne.

Molto ben concepiti i modi di rappresentazione dello spazio. Gli ambienti comunicano con efficacia ad un tempo il livello culturale e la gerarchia sociale tra i personaggi. Palazzi abusivi abbandonati, officina, casa della periferia di Amsterdam per Soukri. Villa con giardino, arredamenti lussuosi, biblioteca, circolo di tennis per Suzanne. Tanto più efficace quanto i personaggi varcano ripetutamente i confini in un gioco di fascinazione e necessità reciproche.

Un altro elemento su cui il film indugia sono le lingue: arabo, inglese, olandese. Innanzitutto il melting pot linguistico e le continue ibridazioni sono molto marcate. Soprattutto l’uso degli inglesismi negli ambienti borghesi e l’arabo nell’ambiente familiare di Soukri (classe operaia). Il dominio della lingua (olandese) è riconosciuta da entrambi i fronti come l’abilità imprescindibile alla scalata sociale.

Coach è stato prodotto dalla tv pubblica olandese VARA Broadcasting. Costato 800.000 euro, fa parte di una serie di sette lungometraggi che sono già stati trasmessi in prima serata nella scorsa primavera e sul sito internet dell’emittente, in tutti i casi con un ottimo share.
«Ho visto molti film sulla questione del razzismo e dell’integrazione negli ultimi anni, ma i toni erano sistematicamente o drammatici o dark. Noi abbiamo deciso di fare un film più leggero che permettesse ai personaggi di esprimere la propria profondità con humour». Così il regista, presente alla proiezione, ha introdotto il suo film, aggiungendo che «questo non vuole essere un film sul razzismo, ma sulla comunicazione interrazziale».

Dopotutto abbastanza sobri i toni da commedia in quella che un noto quotidiano olandese ha definito, in modo forse eccessivo, una screwball comedy del multiculturalismo. Resta comunque un approccio originale a queste tematiche sempre più attuali in Europa. La destinazione televisiva giustifica il ritmo a tratti quasi pubblicitario di alcune scene e una fotografia non troppo curata ma conferma ancora una volta che l’apparato produttivo di una televisione pubblica può partorire prodotti dignitosi e interessanti senza dover ciecamente scommettere sull’ottusità e il disinteresse dello spettatore medio del piccolo schermo come troppo spesso accade in Italia.

Riccardo Centola | 3. Festival Européen des 4 Écrans

Cast & CreditsCoach
Regia: Joram Lürsen; sceneggiatura: Frank Ketelaar; fotografia: Lex Brand; musiche: Wiegel/Meirmans/Snitker; montaggio: Peter Alderliesten; scenografia: Harry Ammerlaan; interpreti: Anneke Blok, Mamoun Elyounoussi, Mark Rietman, Gaite Jansen, Loes Haverkort, Abdelftah Ahmed Salah, Rachida Iaallala, Shehab El Akabawy; origine: Olanda, 2009; durata: 80’; produzione: Machteld van Gelder e Elsemijn Teulings per Stormy Minutes Society, Verenigde Arbeiders Radio Amateurs (VARA); scheda del film: http://www.minutes.tv/coach1.php

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