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Un nuovo film su Schweitzer

di Leonardo De Franceschi

Uscito a Natale sugli schermi tedeschi, arriva un nuovo biopic sul dottore della giungla Albert Schweitzer, di produzione tedesco-sudafricana. Albert Schweitzer - Ein Leben für Afrika, diretto dallo scozzese Gavin Millar, racconta la storia del noto medico, teologo, musicista e missionario tedesco che promosse la pace negli anni della guerra fredda e consacrò la propria vita ai malati dell’ospedale costruito nell’attuale Gabon. Schweitzer è stato protagonista di una decina di lungometraggi, fra cui vale la pena ricordare il francese Il est minuit, docteur Schweitzer (André Haguet, 1952), dov’è interpretato da Pierre Fresnay, l’americano Schweitzer (1990) con Malcolm McDowell e soprattutto Le grand blanc de Lambaréné (1995) del camerunese Bassek Ba Kobhio, in cui del grande bianco emergono anche il paternalismo e il complesso di superiorità nei confronti degli africani.

«Quando sono entrato nel set del film a Port St. John, ho avuto l’impressione di entrare in una macchina del tempo», ha detto Harold Robles, che ha lavorato con Schweitzer nel villaggio di Lambarené negli anni ’60, ed è stato invitato a seguire le riprese. La troupe ha potuto fare tesoro di un documentario girato nel 1957 che offriva uno sguardo diretto sulla vita e sul lavoro del premio Nobel per la pace. C’è voluto il lavoro congiunto di 30 carpentieri e 60 artigiani per ricostruire il villaggio africano originario. Per settimane, la troupe ha pulito il bosco e lo scenografo ha predisposto l’impianto di alberi, siepi e persino palme per creare lo scenario giusto.

Ad essere ricostruito fedelmente non è stato solo il villaggio in Gabon ma anche lo studio di Schweitzer, come l’abitudine di appendere i fogli con i propri appunti con ganci alle pareti per impedire che venissero distrutti dalle formiche. Anche l’attore olandese Jeroen Krabbé, inteprete feticcio del primo Verhoeven (Soldato d’Orange, Spetters, Il quarto uomo), comprimario di lusso in numerosi film hollywoodiani ed europei ma anche regista di due apprezzati lunghi (Left Luggage, The Discovery of Heaven), che intepreta Schweitzer con una forte presenza e entusiasmo, si è sentito trasportato dall’aspetto storico degli eventi: «Ho potuto studiare i documentari filmati e studiare esattamente come Schweitzer di muoveva, scriveva e suonava l’organo», ha dichiarato Krabbé. «Un giorno, ho capito quanto fossi cresciuto nel ruolo: come Schweitzer, ho fatto una cosa mentre pensavo in parallelo ad altre cinque cose che ancora dovevo fare.»

Il film è stato girato interamente in Sudafrica nell’arco di due mesi. Due gli ambienti più importanti: la New York dei primi anni ’50 e il villaggio di Lambarené dove l’ospedale del dottore si trovava. Cercando di evitare le scorciatoie del biopic, il film evita di sintetizzare gli aspetti della vita del teologo, musicologo e dottore tedesco-francese in una sorta di puzzle. Il regista Millar si focalizza piuttosto su un arco ristretto e di anni: il periodo cruciale dal 1949 al 1954, anno in cui Schweitzer ricevette il Premio Nobel della Pace per il suo «rispetto per la vita».

Le convinzioni pacifiste di Schweitzer, ribadite nel corso di un tour di conferenze negli Stati Uniti in piena guerra fredda, gli procurarono attenzioni interessati da parte della CIA, specie quando appoggiò l’amico Albert Einstein (intepretato dall’attore tedesco Armin Rohde) nella sua lotta contro la bomba nucleare. Sospetatto di propaganda antiamericana e di attività comuniste, Schweitzer fu seguito per qualche tempo da un agente CIA travestito da giornalista, e il clima di sospetto minacciò persino l’esistenza del suo centro in Gabon.

Il regista Millar, alla prima coproduzione internazionale, dopo una lunga carriera di produzioni televisive e tre lunghi, ha potuto inserire nel cast altri nomi di pregio come la candidata all’Oscar e Palma d’Oro Barbara Hershey, nel ruolo della fedele e tenace moglie del dottore, e Samuel West della Royal Shakespeare Company, in quello dell’agente CIA Phil Figgis.
Per ulteriori informazioni, vi rinviamo al sito ufficiale del film: albertschweitzer-derfilm.de

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