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Heliopolis

di Ahmed Abdalla

Un giorno senza sole

Presentato al 20. FCAAAL in concorso nella sezione riservata ai film africani, Heliopolis (2009) è l’opera d’esordio di Ahmad Abdalla, 32enne regista cairota che ha alle spalle un apprendistato in pubblicità e diversi lungometraggi firmati da montatore: in questo caso, circostanza piuttosto rara, Abdalla firma infatti, oltre alla regia, anche sceneggiatura e montaggio. Nei credits del film spicca il nome di Khaled Abol Naga (nella foto), giovane star incontrastata del box office egiziano, qui in veste di protagonista nel ruolo di Ibrahim, giovane studioso di scienze sociali, ma anche di coproduttore, eppure l’intreccio ha una struttura corale.

Il plot copre infatti 24 ore, seguendo le vicende intrecciate di diversi personaggi, che si svolgono sullo scenario di Heliopolis, storico quartiere della capitale sorto agli inizi del Novecento per iniziativa di un illuminato imprenditore belga e abitato soprattutto da europei fino alla rivoluzione di Nasser. Ci sono, come detto, Ibrahim, che sta facendo uno studio sulle minoranze che abitavano il quartiere negli anni pre-rivoluzione, Ali e Dina, che cercano un appartamento per andare a vivere insieme, Engy, che lavora in un albergo ma sogna la Francia, il dott. Hany, che ha perso da poco il padre e, sposato e con famiglia in Canada, ha una certa simpatia per una ragazza copta, e un’anonima sentinella, di stanza in una postazione nel quartiere.

Ventiquattro ore in cui tutti cercano di portare a casa qualcosa. Ibrahim vorrebbe filmare la vecchia Vera, un’ebrea del quartiere e altri commercianti storici, con la sua videocamera, ma viene bloccato da un agente della sicurezza. Ali e Dina vorrebbero vedere l’appartamento messo in vendita dal dott. Hany, ma rimangono imbottigliati nel traffico per il passaggio del presidente Mubarak. Engy ha l’ennesima occasione per dire ai suoi dove si trova ma si limita a mandar loro soldi, raccontandogli come si vive a Parigi (e qui Abdalla opera un piccolo, felice scarto, superando il naturalismo d’insieme). Il dottorino dalla faccia pulita si lascia tentare a seguire la corale alla prova generale nella chiesa copta ma all’uscita della ragazza se ne rimane in disparte. L’unico che torna a casa, forse, con qualcosa, è la giovane sentinella senza nome, consolata nelle lunghe ore di servizio da una vecchia radiolina e soprattutto da un cane randagio.

Incroci e traiettorie parallele di un film che scorre con un’andatura piana, a tratti semidocumentaristica (nell’episodio di Ibrahim), a tratti più fenomenologica (la giovane coppia in cerca dell’appartamento), rimanendo sospesa in un limbo del senso che lascia un po’ interdetti. Lontano dai fasti e nefasti egiziani di un cinema di genere, Abdalla guarda più a un certo cinema europeo d’autore, o anche a qualche indipendente statunitense, ma paga una certa incertezza sia nel casting, piuttosto anonimo nella maggior parte dei casi, che in cabina di regia. Uno dei pochi guizzi del film arriva nel finale, quando Ibrahim torna a casa e trova sulla segreteria un lungo messaggio di Nagla, la ragazza che l’ha lasciato da un po’ e sta per sposarsi: un monologo di oltre cinque minuti, intenso e libero (lo si ritrova in parte nel trailer del film), in cui la voce di Hend Sabri, giovane e già storica inteprete del migliore cinema tunisino degli ultimi vent’anni, ma ormai sempre più egiziana, lo accarezza per un’ultima volta, per poi abbandonarlo definitivamente. Quest’emozione acusmatica ci ha ricordato una delle sequenze più magiche di un piccolo capolavoro commedico del cinema algerino, Omar Gatlato (Merzak Allouache, 1976). Un po’ poco, tuttavia, per un film che pure è stato molto apprezzato da diversi festival internazionali (Cairo, Marrakech, Tessaloniki).

Leonardo De Franceschi | 20. Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina

Cast & CreditsHeliopolis
Regia: Ahmad Abdalla; sceneggiatura: Ahmad Abdalla; fotografia: Mahmoud Lotfy; montaggio: Ahmad Abdalla; musiche: Amir Khalaf; interpreti: Khaled Abol Naga, Hany Adel, Yosra El Louzy, Somaya El Guiny, Mohamed Brequa e la voce di Hend Sabri; origine: Egitto, 2009; formato: 35 mm, 1.85, Dolby Srd; durata: 103’; produzione: Khaled Abol Naga per Film House Egypt; sito ufficiale: heliopolisfilm.com

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