title_magazine

Bokassa. Echi da un regno oscuro

di Werner Herzog

La leggenda del regno di Bokassa

Il 17 novembre 1996 muore Jean-Bédel Bokassa, dittatore della Repubblica Centrafricana, lasciando 17 mogli, circa 50 figli e dopo aver scritto una pagina oscura e sanguinaria della storia del continente africano. Nel 1990 Werner Herzog ripercorre la storia della dittatura di Bokassa che nel 1976 si dichiara imperatore dell’Impero Centroafricano fino alla sua destituzione avvenuta nel 1979: tre anni di follie, repressioni e un’accusa, mai confermata, di cannibalismo. Tra mito dell’orrore e leggenda Herzog si avventura alla scoperta di una vita di un uomo che rimarrà avvolta nel mistero, in Bokassa. Echi da un regno oscuro (Echos aus einem düsterem Reich, 1990). Il documentario, mai uscito in sala in Italia, da febbraio è disponibile in DVD grazie all’edizione della RHV, priva di contenuti extra e con la sola opzione della versione originale tedesca sottotitolata ma in allegato troviamo due testi, Echi dal profondo di Giovanni Spagnoletti, ed estratti di Conversazione con Werner Herzog contenuta in Werner Herzog: Incontri alla fine del mondo. Conversazioni tra cinema e vita (Roma, Minimum Fax, 2009).

Bokassa. Echi da un regno oscuro è l’ultimo dei film realizzati da Herzog in Africa ed è legato in qualche modo a Fata Morgana (id., 1970), anch’esso edito da Ripley, come quasi tutti i titoli di Herzog: è nel 1968 infatti che il regista monacense sente parlare per la prima volta di Bokassa che nel 1966 ha preso il potere nella Repubblica Centrafricana e sul quale già circolano voci e storie incredibili e inquietanti. Herzog torna ad occuparsi della figura di Bokassa dopo più di venti anni da quei primi racconti e per farlo coinvolge nel suo viaggio alla scoperta di uno dei dittatori più sanguinari del continente africano il giornalista Michael Goldsmith che negli anni ’70 era stato imprigionato, condannato a morte e picchiato da Bokassa con l’accusa di essere una spia. Herzog stesso legge una lettera scritta da Goldsmith all’inizio del film con un processo che costringe lo spettatore ad affidarsi a lui: dobbiamo credere che sta leggendo la lettera che ha scritto Goldsmith di suo pugno della quale però non si ha prova tangibile. Un gioco di verità e finzione che porta comunque alla scoperta di una realtà.

Herzog affronta l’indagine sulla figura di Bokassa alternando le interviste di Goldsmith a materiali di repertorio. Nel primo caso si cerca ossessivamente di capire, ricostruire e indagare, cercando di comprendere la figura di Bokassa e la verità sulle presunte accuse di cannibalismo; nel secondo caso, le immagini sono utilizzate soprattutto come simbolo dell’eccesso e dello sfarzo di Bokassa. Herzog insiste sul lusso della corona, sulle cerimonie e sui dettegli apparentemente meno significativi, come due uomini che tentano d’infilare dei guanti bianchi a uno dei figli del dittatore. Ripetizione e ossessione sono elementi che ricorrono in Bokassa come l’incontro di Goldsmith con Marie-Reine Hassen a Venezia durante il quale i due continuano a camminare avanti e indietro sempre sullo stesso tratto.

Tra Francia, Africa e Italia, Goldsmith e Herzog cercano di comprendere Bokassa, la sua follia, le sue manie, le leggende che lo circondano: racconti e ricordi sono freddi, consapevoli e distanti mentre angoscia e disumanità sono trasmesse dalle immagini con le quali Herzog inizia e conclude Bokassa. Echi da un regno oscuro. L’invasione silenziosa e pacifica dei granchi rossi che coprono i segni della presenza umana, la divorano, la oscurano e il primo piano enigmatico con il quale ci lascia confrontare Herzog al termine del documentario: una scimmia che fuma proprio come un essere umano. Un’immagine questa che può contenere diverse letture, una metafora inquietante a prescindere da qualunque significato le si voglia attribuire, proprio come il ricordo avvolto ancora nel mistero di Bokassa e il suo breve e oscuro impero sopra il quale incombe l’accusa di cannibalismo, mai confermata ma neppure del tutto smentita.

Alice Casalini

Cast & CreditsBokassa. Echi da un regno oscuro (Echos aus einem düsterem Reich)
Regia: Werner Herzog; sceneggiatura: Werner Herzog; fotografia: Jörg Schmidt-Reitwein; montaggio: Rainer Standke, Thomas Balkenkol; suono: Harald Maury; voce narrante: Werner Herzog; con la partecipazione di: Michael Goldsmith, François Gilbaud, Augustine Assemat, Franis Spinzer, David Dacko, Marie-Reine Hassen; origine: Francia/Germania, 1990; durata: 87’; produzione: Sera Filmproduktion e Werner Herzog Filmproduktion; distribuzione homevideo: RHV; data di uscita: 23 febbraio 2010; sito italiano: rhv.it
DVD nella confezione: 1; supporto: DVD5 – doppio strato; regione: 2; formato video: 1.33 PAL Full Frame; formato audio: Dolby Digital; tracce audio: Tedesco (originale, 2.0); lingue sottotitoli: Italiano.

Versione stampabile: Enregistrer au format PDF
fine_sezione
title_news
giovedì 21 marzo 2019

Rappresentare le migrazioni oggi

Lunedì 25 marzo, alle ore 17.30, in via della Dogana Vecchia 5 (Roma) si svolgerà la serata (...)

giovedì 21 marzo 2019

Fescaaal 2019: apre Fiore gemello

La cerimonia di apertura del 29° Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina (FESCAAAL) (...)

lunedì 18 marzo 2019

La cittadinanza come luogo di lotta

Il prossimo venerdì 29 marzo 2019 dalle ore 18:30 alle 20:30 il nostro Leonardo De Franceschi (...)

lunedì 18 marzo 2019

Io sono Rosa Parks alla Feltrinelli

Sono tutti Rosa Parks i 12 ragazzi e ragazze di #ItalianiSenzaCittadinanza protagonisti di Io (...)

SOSTIENI CINEMAFRICA
title_newsletter
title_add_website


Inserisci il codice numerico
captcha