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Conversazioni

di Giuseppe Gariazzo

Nel corso della presentazione che si è svolta a Milano, nel corso del 20. FCAAAL, il critico e universitario Tahar Chikhaoui ha elaborato un profilo di Giuseppe Gariazzo - autore di Conversazioni. Il cinema nelle parole dei suoi autori, in uscita nelle librerie per Lineadaria - sul quale non possiamo non riconoscerci. Critico cinematografico sottile e appassionato, nei suoi amori alti (Sokurov, Zhangke, Kramer, Malas) e bassi (i Vanzina, Russ Meyer), Gariazzo ha tra i suoi maggiori meriti quello di aver contributo, sulle colonne di «Filmcritica» e «Panoramiche», a ridare senso e dignità agli incontri con i cineasti, ricollegandosi alle nobili stagioni della Nouvelle Vague (Truffaut/Hitchcock) e della New Hollywood (Bogdanovich/Lang). Non interviste, secondo i format sempre più fatui e gossippari della stampa quotidiana, bensì conversazioni (nozione ripresa da «Filmcritica», che piace molto anche a noi) le trascrizioni di questi incontri, spesso a più mani, costituiscono spesso il diario di un autentico scambio, in cui il cineasta, dismettendo il pilota automatico con cui affronta le confererenze stampa, accetta di mettersi in discussione e rivedere il proprio film, aprendosi a nuovi scenari interpretativi.

Conversazioni, il libro di cui stiamo parlando, è una raccolta appunto di 40 dialoghi, realizzati nel corso di quasi vent’anni con 34 registi e uno sceneggiatore. Si spazia da un continente all’altro, da una corrente all’altra, secondo una progettualità involontaria che, pure, col senno di poi, ha rintracciato singolari consonanze e simmetrie fra autore e autore. Vi si ritrova il barthesiano piacere inesausto del testo, di esplorare sempre nuovi confini del visibile, spesso provocando l’interlocutore, sollecitandolo a cogliere legami con altri cineasti, vicini e lontani. Spesso, vi si ritrova la capacità di mettere il regista nelle migliori condizioni per mettere in campo confidenze, suggestioni, impressioni che difficilmente hanno avuto modo di esprimersi - o hanno trovato spazio - in altri incontri con la stampa. Penso all’intuizione profonda di Mahmoud Ben Mahmoud quando, a proposito delle minoranze culturali presenti in Tunisia, da sempre al centro del suo cinema, osserva (ma il discorso è chiaramente estensibile ad altri paesi di immigrazione, come l’Italia - basti pensare a Il colore delle parole di Puccioni): «Mi sono reso conto che quelle persone erano depositarie della memoria tunisina e araba molto più dei tunisini stessi. Avevano un senso della memoria molto più forte rispetto agli autoctoni, che non si preoccupavano di conoscere la loro storia».

Sì, perché Gariazzo (nella foto) è anche uno dei rari, anzi diciamolo pure, il solo critico cinematografico italiano a tenere alta la bandiera della promozione della conoscenza del cinema africano, senza alibi ideologici, e attraverso una passione ancorata al quotidiano e un’azione costante, condotta attraverso le felici selezioni per il FCAAAL di Milano e il Torino Film Festival (finché Barbera e la Martini hanno deciso che non c’era più bisogno di un esperto per coprire il sud del cinema) e le colonne di «Filmcritica» (testata storica che ha costretto a occuparsi d’Africa), «Panoramiche» e «Sentieri selvaggi». E allora, non a caso Conversazioni si apre con un incontro con il poeta Djibril Diop Mambety (per Le franc) e, fra un Bellocchio e un Assayas, trovano posto il faccia a faccia con Souleymane Cissé (per Waati), Idrissa Ouedraogo (per Kini & Adams), Mahmoud Ben Mahmoud (per Anastasia de Bizerte), ma anche il John Sayles di Honeydripper (2007), omaggio di rara raffinatezza e poesia agli anni di passaggio fra l’era del blues e quella del rock, (in)comprensibilmente dimenticato dalla distribuzione italiana.

Nel volume, c’è un valore aggiunto notevole, rappresentato dal film di Corso Salani Gli occhi stanchi (1995), pubblicato per la prima volta in DVD. Un bonus prezioso per un’edizione che si presenta molto ricca e accurata, tanto più in quanto viene da un piccolo editore, di quelli, per capirci, che non troverete mai in una libreria Feltrinelli. Di quelli che il recente decreto governativo, firmato dal nostro sempre più incontrastato caudillo - col quale, a partire dal 30 marzo vengono sospese tutte le tariffazioni agevolate, garantite finora agli editori per la spedizione dei libri -, ha messo in grave pericolo di sopravvivenza, dando l’ennesimo duro colpo alla cultura e al pluralismo informativo. Per gli effetti di questo ennesimo sciagurato decreto (il primo post-elettorale!), spedire un volume costerà a un editore 8,87 euro, rispetto ai 3,22 della tariffazione precedente. Un motivo in più per fare spazio nel nostro scaffale alle Conversazioni di Giuseppe Gariazzo e affrettarsi ad acquistarlo nelle librerie oppure online.

Leonardo De Franceschi

Cast & Credits
Giuseppe Gariazzo
Conversazioni. Il cinema nelle parole dei suoi autori
Biella, Lineadaria Editore, 2010, 375 pp.
con DVD del film Gli occhi stanchi (Corso Salani, 1995)

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