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Agora

di Alejandro Amenabar

Gli ultimi giorni di Ipazia

Dal 23 aprile esce per Mikado in 200 copie, finalmente anche in Italia - ultimo mercato di rilievo a livello internazionale, e non a caso - il controverso Agora (id.) di Alejandro Amenabar, già presentato fuori concorso a Cannes e premiato con sette Goya. A far temere a lungo che il film non venisse mai distribuito in Italia è il soggetto caldo del film, vale a dire la storia, qui romanzata, di una brillante studiosa di astronomia, vissuta all’epoca dell’Egitto romano e cristianizzato, uccisa anche grazie all’azione sobillatrice del vescovo Cirillo. Ma andiamo per ordine.


Trailer fornito da Filmtrailer.com

Siamo nel IV secolo dopo Cristo, in Egitto, nella florida e mediterranea città di Alessandria sotto il dominio dell’Impero Romano. La sempre più numerosa colonia di Cristiani insorge contro i Pagani ed incombe minacciosa sulla famosa biblioteca, ricca di manoscritti filosofici e scientifici. Nelle sale dell’ateneo c’e l’affascinante Ipazia (Rachel Weisz), figlia del filosofo Teone, che insegna astronomia ai suoi giovani allievi. Due di questi, Oreste (Oscar Isaac) e lo schiavo Davus (Max Minghella), si innamorano entrambi della loro insegnante, anche se in maniera differente. I Cristiani, che godono sempre più dell’appoggio di Roma, sono guidati dal potente vescovo Cirillo (Sammy Samir) ed insieme ai fanatici Parabalani - monaci neri incappucciati – riescono a cacciare dalla città gli adoratori di altri dei, attaccando la biblioteca fino a depredarla, distruggerla e trasformare i suoi resti in una semplice stalla. Il destino della protagonista Ipazia - affidato all’attrice inglese Rachel Weisz, già notata in The Costant Gardner (La Cospirazione, 2005) e The Mummy Returns (La mummia - Il ritorno, 2001) – è segnato: sarà costretta a subire la sorte riservata alle streghe, con tanto di lapidazione finale.

Il racconto così può sembrare un po’ riduttivo rispetto alla storia che avrebbe invece un grande potenziale: il difficile raffronto tra diverse religioni e l’Impero Romano, lo scontro tra nuove intuizioni scientifiche, ecc.. Grande risalto viene dato alle intuizioni della giovane astronoma Ipazia, che con l’aiuto dello schiavo Aspasius (Hopmayoun Ershadi) riesce in anticipo di quasi mille anni rispetto ai suoi colleghi ad intuire che il movimento della Terra intorno al Sole è ellittico anziché circolare.
Ma probabilmente i tanti soldi investiti per questo film (si parla di cinquanta milioni di dollari) hanno indotto lo spagnolo Alejandro Amenabar a lanciarsi in un classico colossal americano. Girato a Malta, con una ricostruzione minuziosa fino al limite della perfezione della città di Alessandria e della sua famosa biblioteca, Agora si segnala per i tanti effetti speciali, con tante scene di scontri tra Parabalani e Giudei intervallate da scontate quanto già usate e riusate zoomate dallo spazio fino ai minimi particolari, stile Google Earth.

Può sembrare un attacco al Cristianesimo, tanto in voga di questi tempi (vedi Angeli e Demoni di Ron Howard), ma sicuramente ci si aspettava qualcosa di più impegnato dal regista di origine cilena, che reduce dagli intensi The Others (2001) e Mare dentro (2004), sceglie di girare in inglese e l’unico risultato certo è un taglio più da film televisivo.

Giorgio Sgarbi

Cast & CreditsAgora
Regia: Alejandro Amenabar; sceneggiatura: Alejandro Amenabar, Mateo Gil; fotografia: Xavi Gimenez; montaggio: Nacho Ruiz Capillas; musica: Dario Marianelli; costumi: Gabriella Pescucci; interpreti: Rachel Weisz, Max Minghella, Oscar Isaac, Ashraf Barhom, Rupert Evans, Michael Londsdale, Homayoun Ershadi, Sammy Samir, Richard Durden, Omar Mostafa, Oshi Cohen, Yousef Sweid; origine: Spagna, 2009; formato: 35 mm, colore; durata: 141’; produzione: Fernando Bovara, Alvaro Augustin; distribuzione: Mikado; sito ufficiale: www. agorathemovie.com

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