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Congo in Four Acts

di Patrick Ken Kalala, Kiripi Katembo Siku Divita Wa Lusala, Dieudo Hamadi

Quattro sguardi sul Congo

L’attuale Repubblica Democratica del Congo (RDC) ex Zaire è una nazione cha ha vissuto anni di dittature e guerre civili: cos’è oggi il Congo e dove sta andando? A questa domanda hanno cercato di rispondere quattro giovani registi congolesi coinvolti in un progetto organizzato dalla Suka! Production e supportato dalla scuola nazionale di cinema in Belgio, INSAS, e dal Fondo di Jan Vrijman, IDFA. Il workshop di produzione, regia e montaggio ha coinvolto i partecipanti per un work in progress di nove mesi. Da questa esperienza sono nati quattro cortometraggi che raccontano il Congo di oggi visto attraverso gli occhi dei quattro registi: Congo in Four Acts (Congo in quattro atti, 2009) è la chiave per interpretare la realtà del Congo di oggi.

Congo in Four Acts si apre con un corto, Ladies in Waiting (Donne in attesa, 2009) di Dieudo Hamadi e Divita Wa Lusala, che descrive il dramma delle donne che dopo aver partorito non riescono a lasciare l’ospedale perché non hanno i soldi per pagarlo. Il secondo cortometraggio, Symphony Kinshasa (Sinfonia Kinshasa, 2009) di Kiripi Katembo Siku mostra la disastrosa situazione nella quale versano le infrastrutture in Congo, mentre il terzo, The Shrinking Press di Patrick Ken Kalala, segue una giornalista che lotta per conoscere la verità sull’omicidio di suo padre, giornalista assassinato come molti altri nel paese. Congo in Four Acts si conclude con il cortometraggio After the Mine (Dopo le miniere, 2009) di Kiripi Katembo Siku, che mostra le condizioni di estrema povertà nelle quali vivono gli abitanti di Kipushi, città mineraria.

Alla base di tutti e quattro i lavori c’è un evidente richiamo al cinéma vérité: assenza di commenti e voci fuori campo, assenza di musiche extradiegetiche. Allo stesso tempo i lavori hanno riferimenti e stili diversi. Symphony Kinshasa, come il titolo stesso sottolinea, gioca con il film di Walter Ruttman Berlin, die Symphonie einer Grosstadt (Berlino, sinfonia di una grande città, 1927) solo che dopo i primi secondi d’immagini della città che procede a velocità raddoppiata, seguendo ritmi frenetici, ci porta nelle contraddizioni della modernità, nella povertà dei quartieri, in una città che speso rimane al buio. In After the Mine invece, l’aggiunta d’immagini fotografiche che esaltano la forza del paesaggio bianco e deserto intorno a Kipushi, inseriscono una nota poetica che contrasta con il racconto drammatico della bambina orfana che vive con la nonna e spacca le pietre.

Congo in Four Acts racconta la vita quotidiana in Congo, la sua povertà, la lotta di chi tenta di resistere alla violazione della libertà, di chi cerca di risolvere problemi pratici di una città nella quale è ancora diffusa la malaria. Un documentario diretto e intenso che lascia nella memoria i volti dei protagonisti, come quelli arresi delle donne con i loro piccoli nei letti dell’ospedale che lasciano in pegno i propri orecchini per pagare e uscire...

Quattro racconti, quattro sguardi, quattro stili che si sono incontrati e hanno lavorato per entrare nel cuore del loro paese e della realtà che vive. Una collaborazione proficua che ha portato Congo in Four Acts ad essere selezionato all’ultima edizione della Berlinale, nella sezione Forum, dove è stato presentato in anteprima mondiale. Il film ha proseguito il suo viaggio nei festival arrivando anche in Italia, dove è stato proiettato in occasione della 20a edizione del Festival del Cinema Africano, Asia e America Latina di Milano.

Alice Casalini

Cast & CreditsCongo in Four Acts
Regia: Patrick Ken Kalala, Kiripi Katembo,Siku Divita Wa Lusala, Dieudo Hamadi; sceneggiatura: Patrick Ken Kalala, Kiripi Katembo Siku, Divita Wa Lusala, Dieudo Hamadi; fotografia: Deschamps Matala, Divita Wa Lusala; suono: Stash Couvaras; montaggio: Divita Wa Lusala, Ronelle Loots, Frederic Massiot; origine: RDC/Sudafrica, 2009; formato: video (DVcam, riprese in Betacam); durata: 72’; produzione: Suka! Production; distribuzione: Big World.

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