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giovedì 22 luglio 2010

Locarno: macchie d'Africa sul pardo 2010

Dal 4 al 14 agosto è di scena il 63° Festival di Locarno, diretto da Olivier Père. Un’edizione come di consueto ricca di proposte sulla carta assai interessanti, sia nelle sezioni competitive che in quelle retrospettive e panoramiche. Pochi, tuttavia, almeno a giudicare dalle scarne note che accompagnano i materiali informativi disponibili sul sito, i titoli con aperture sull’Africa e le sue diaspore.

In Cineasti del presente, torna alla bidonville egiziana di Mafrouza (ad Alessandria) la documentarista francese Emmanuelle Demoris, con il quinto capitolo del suo progetto di racconto per immagini del quartiere, in Paraboles (The Art of Speaking. Nella Settimana della Critica, lo svizzero/tedesco Das schiff der torjagers di Heidi Specogna è un’indagine sul mondo del calcio tedesco e sulla ricerca di sempre nuovi talenti per la Bundesliga in terra d’Africa. The Furious Force of Rhymes di Joshua Atesh Litle ricostruisce la storia dell’affermazione dell’hip hop, dalla New York degli anni Settanta, via via spostandosi nelle capitali dell’Africa e a Cuba. Ultima notazione per il giovane cortista algerino Yanis Khoussim, inserito con il suo cupo mélo sociale Khouya nella sezione Pardi di domani.

[Leonardo De Franceschi]

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