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domenica 14 novembre 2010

Festival dei Popoli 51: dov'è l'Africa?

Dal 13 al 20 novembre, a Firenze si celebra l’edizione numero 51 dello storico Festival dei Popoli, appuntamento di riferimento per il cinema non fiction.
A scorrere l’elenco dei titoli, un vuoto tristemente familiare occupa la casella dei titoli provenienti dal continente africano. Quel po’ d’Africa che c’è, la raccontano, come accade da oltre un secolo, registi europei o americani. La notazione amara rispecchia beninteso una difficoltà di ordine produttivo, prima che comunicativo, da parte dei documentaristi africani.
Nella sezione competitiva, sotto lo sguardo, tra i giurati, della produttrice svizzera Tiziana Soudani (moglie del filmmaker algerino Mohamed), sfilerà tra gli altri un altro produttore di punta del cinema europeo di oggi (Dowaha della Amari, e poi i film di Eliane de Latour e Thierry Michel) con Et si di Serge Lalou, un film autobiografico sul passato algerino della sua famiglia ebraica.

Sempre in concorso, Interieur du delta del canadese Sylvain L’Esperance ci porta a fare il punto sulla vita degli abitanti del delta del Niger, zona martoriata dall’inquinamento, dovuto alla presenza massiccia di installazioni petrolifere, e al centro di pesanti interessi di multinazionali. Per il resto, poco altro da segnalare: un corto spagnolo nella sezione competitiva (Amanar tamasheq, di Lluis Escartin) che torna a sollevare il velo sulla decennale guerra tra Marocco e Sahrawi; e Explore-Raindrops over Rwanda, dell’americana Charles Annenberg Weingarten, programmato nella sezione sperimentale Stile Libero, un nuovo sguardo sul Rwanda postgenocidio, mediato dalla testimonianza capo delle guide del Kigali Memorial Centre.

[Leonardo De Franceschi]

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