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martedì 30 luglio 2013

La lista di Spike

Dopo aver lanciato su una piattaforma di crowfunding il suo prossimo progetto di film, Spike Lee è tornato a far parlare di sé pubblicando online una lista di classici del cinema che consiglia da sempre ai suoi allievi della NYU, subito rilanciata da Slate il 26 luglio (vedi). Si tratta di 87 film essenziali della storia del cinema, dagli anni Quaranta in avanti, che a suo dire ogni aspirante regista dovrebbe vedere.

Premesso che il regista, nel video di presentazione della lista ha esplicitamente invitato chi volesse a inviargli una mail per suggerire altri titoli da inserire alla lista, colpiscono alcuni dati a nostro avviso significativi. Si tratta di una lista dominata dal cinema hollywoodiano, i rari autori non euroamericani si contano sulla punta delle dita: Kurosawa, Imamura, Meirelles-Lund, Chow, oltre al Blomkamp sudafricano di District 9. Solo tre i registi black american: il veterano Michael Schultz con una delle sue commedie anni Settanta (Cooley High, 1975), l’indipendente Charles Burnett col suo dramma postneorealista Killer of Sheep (1977) e John Singleton col suo thriller urbano Boyz in the Hood (1991). Ancora meno simpatia dimostra Lee anche per il filone hollywoodiano progressista attento alle questioni razziali: a salvarsi rimane solo il classico Il buio oltre la siepe di Robert Mulligan tratto da Harper Lee.

[Leonardo De Franceschi]

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