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domenica 29 settembre 2013

Nuove polemiche su "La vita di Adèle"

Gli spettatori francesi ancora lo devono vedere in sala, dal 9 ottobre, quelli italiani dovranno aspettare il 24, gli americani il 25, ma a tenere banco su La vita di Adele, come si chiamerà in italiano il film di Abdellatif Kechiche, sono le polemiche scatenate nei giorni scorsi dall’attrice Léa Seydoux, coprotagonista del film insieme a Adèle Exarchopoulos. L’interprete, negli Stati Uniti per accompagnare insieme al regista il film in diversi festival, si è lasciata andare a dichiarazioni nelle quali si è lamentata delle condizioni alle quali sarebbe stata sottoposta durante le riprese, dicendo di essere caduta in una trappola.

Queste dichiarazioni fanno seguito ad altre precedenti rilasciate da entrambe le attrici, ma va detto che Exarchopoulos, proprio dopo le nuove sortite di Seydoux, ha tenuto a marcare le distanze da quelle che ha definito distorsioni della stampa, ribadendo che a suo avviso “la durezza delle riprese e la bellezza del film vanno insieme. [...] è vero che mi è successo sul set di volergliene qualche volta, ma era per il film e io sono sicuro che anche lui lo capisca [...]. Del resto bisogna finirla, non è stata certo una tortura [...] Abdel mi ha portato in alto. Il resto sono sciocchezze".

La reazione di Kechiche alle dichiarazioni di Seydoux è stata molto dura, come emerge dall’intervista rilasciata il 23 settembre su Télérama. Il regista si è spinto a chiedere che il film non venga più distribuito, ritenendo che le frasi di Seydoux abbiano inquinato il clima, pregiudicando la buona accoglienza del film.
Va ricordato che, caso unico nella storia del festival, quando la giuria ha decretato la Palma d’oro per il regista, ha chiamato a ritirarla anche le due interpreti, che hanno accompagnato Kechiche con grande trasporto del resto anche in occasione della conferenza stampa.

[Leonardo De Franceschi]

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