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lunedì 3 marzo 2014

Tre Oscar per "12 anni schiavo"

Nella notte degli Oscar il film di Steve McQueen 12 Years a Slave ( 12 anni schiavo ) batte la concorrenza e porta a casa 3 statuette, guadagnando, oltre a quella per il Miglior film, anche quelle per la sceneggiatura non originale, dall’omonima autobiografia di Solomon Northup pubblicata nel 1853, e per l’attrice non protagonista.

Commossa e raggiante l’attrice kenyota Lupita Nyong’o, che ha interpretato nel film il ruolo della giovane schiava seviziata dal padrone e che ha ritirato l’Oscar con un fiume di parole: “Grazie all’Academy per questo incredibile riconoscimento. Non ho pensato neppure per un momento che tutta questa gioia potesse essere legata al dolore di qualcun altro, per cui voglio rendere omaggio allo spirito della schiava Patsey e voglio ringraziare Solomon per aver raccontato la storia di lei e di lui e Steve McQueen: tu carichi tutto quello che fai con un soffio del tuo spirito. Grazie di avermi fatto arrivare qui, questa è la gioia della mia vita. Sono certa che tutti quei morti sono lì che ti guardano e ti sono grati, così come lo sono io”. Lupita ha inoltre ringraziato, tra gli altri, il protagonista Chiwetel Ejiofor "per essere entrato così a fondo nel personaggio di Solomon", e poi la sua famiglia, in particolare il fratello. "Questa statuetta d’oro mi ricorda tutti i bambini - ha concluso - non importa da dove venite, i vostri sogni si avverano".

A ritirare le statuette per il Miglior film e la Migliore sceneggiatura non originale per 12 anni schiavo il primo è stato Brad Pitt, in veste di produttore: "Grazie a tutti per qusto incredibile onore, parlo a nome di tutti, è stato un privilegio lavorare a queta storia e siamo qui perché c’è stato un uomo che ci ha portati, l’indomito Steve McQueen".

E il regista Steve McQueen, al suo terzo successo dopo Hunger e Shame, ha dichiarato: "Grazie all’Academy, al cast, a Brad senza il quale il film non sarebbe stato possibile. Tutti devono non solo sopravvivere, ma avere la possibilità di vivere. E vorrei dedicare il premio a chi ha sofferto e a chi ancora soffre oggi per la schiavitù".

[Maria Coletti]

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