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giovedì 24 luglio 2014

I film africani sostenuti dalla OIF

Nell’ultima sessione dello scorso giugno 2014, la commissione cinema del Fondo francofono per la produzione audiovisiva del Sud ha selezionato 16 progetti di film, 8 di finzione e 8 documentari, per un finanziamento totale di 180.000 euro.
Fra questi, ben 13 sono i progetti presentati da registi africani o della diaspora, che elenchiamo qui di seguito.

FILM DI FINZIONE

Braquage à l’africaine di Owell Brown (Costa D’Avorio).
Per saldare un debito di gioco, un uomo si ritrova in trappola tra la polizia e una banda di rapinatori.

Meurtre à Pacot di Raoul Peck (Haiti).
Attraverso questa sua nuova opera, il regista si propone di sondare l’abisso dell’animo umano in un territorio profondamente segnato dal punto di vista emotivo.

Rapt à Bamako di Cheick Oumar Sissoko (Mali).
Un film d’azione che ci fa riflettere sui difficili tentativi di democrazia in Africa.

The sea is behind di Hicham Lasri (Marocco).
Nelle feste di fidanzamento e di matrimonio Tarik danza travestito da donna: come reagisce la comunità?

Un soir de pleine lune di Farès Naanaa (Tunisia).
Una coppia di tunisini di fronte al lutto per la perdita del figlio.

La lune est tombée di Gahité Fofana (Guinea).
Tre amici d’infanzia decidono di rilanciare insieme un’azienda di acqua minerale in Guinea.

DOCUMENTARI

Césaire l’Africain di Evrard Niyomwungere (Burundi).
Questo film va alla riscoperta dell’africanità di Aimé Césaire, nella sua opera e nelle sue lotte.

Les fiancés d’Imilchil di Léandre-Alain Baker (Repubblica del Congo).
Il racconto della leggenda di Imilchil, che ha dato vita a un festival e all’usanza dei matrimoni collettivi.

Ahmed Attia di Khaled W. Barsaoui (Tunisia).
Il ritratto del produttore Ahmed Bahaeddine Attia (morto il 10 agosto 2007), che ha sostenuto alcune delle voci più importanti del cinema tunisino e africano contemporaneo, tra cui Nouri Bouzid.

La voie normale di Erige Sehiri (Tunisia).
In una sorta di documentario on the road, tra musica rock e jazz, seguiamo Ahmed, 31 anni, conduttore di treni, che ci racconta i suoi viaggi attraverso le stagioni e il suo desiderio profondo di diventare un altro.

Sembene di Samba Gadjigo (Senegal).
La storia di un regista, uno scrittore, un intellettuale che è considerato il padre del cinema africano e che ha profondamente influenzato ed ispirato intere generazioni di africani: in breve, il senegalese Ousmane Sembene.

Tee shirt man di Tovoniaina Rasoanaivo (Madagascar).
Un giovane cerca di ottenere la T-shirt offerta da ciascuno dei 33 candidati alla magistratura suprema.

Le tremplin di Joseph Ndayisenga (Burundi).
Il ritratto di una squadra di calcio di bambini di strada, selezionata per partecipare alla coppa del mondo per bambini poveri in Brasile.

[Maria Coletti]

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