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mercoledì 25 giugno 2008

Spike ritorna al futuro

In attesa di presentare, forse a Venezia, l’attesissimo Miracle at St. Anna sui Buffalo Soldiers, Spike Lee continua a lanciare nuovi progetti di film. Ha opzionato da alcuni mesi i diritti del libro Time Traveler: A Scientist’s Personal Mission to Make Time Travel a Reality, scritto dall’autobiografia dello scienziato afroamericano Ronald Mallett – uno dei primi ad aver conseguito un dottorato in fisica teoretica – con l’intenzione di trarne prossimamente un film da produrre con la sua 40 Acres and Mule.

Nato da una famiglia umile, Mallett è stato colpito a dieci anni dalla scomparsa per infarto del padre, e da allora è rimasto ossessionato dall’idea di compiere un viaggio indietro nel tempo per prevenirne la morte. Assistente all’Università del Connecticut dal 1975, ha cominciato a compiere studi sulla possibilità di costruire una macchina del tempo, mettendo a frutto la teoria della relatività e la meccanica quantistica. «Una storia fantastica a più livelli e anche una saga di perdita e amore fra padre e figlio», così Lee – che ieri è stato insignito a Roma del premio "Hollywood sul Tevere" – ha definito l’avventura umana del protagonista. Il riconoscimento è stato assegnato in una serata di gala all’Hotel de Russie dalla giuria del "Sesterzio d’Argento", composta da Silvia D’Amico, Adriano Amidei Migliano, Piero de Bernardi, Alessandra Levantesi e Michele Placido.

[Leonardo De Franceschi]

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