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domenica 29 giugno 2008

Lampedusa: un monumento al migrante ignoto

E’ stato inaugurato ieri a Lampedusa - l’isola siciliana più a sud di Tunisi - il monumento ai migranti morti e dispersi in mare ad opera dello scultore Mimmo Paladino. Dal titolo emblematico di "Porta di Lampedusa - Porta d’Europa", l’opera è una grande porta in ceramica refrattaria, alta quasi cinque metri e larga tre, e ricoperta di scarpe, cappelli e altri oggetti umili di uso quotidiano, per "consegnare alla memoria la strage senza testimoni", hanno riferito dalla ong Amani, tra i promotori del progetto, "spesso senza sepoltura e quindi senza pietà dei migliaia di migranti morti in mare", nel tentativo di raggiungere l’Europa.
L’augurio dell’Organizzazione Internazionale delle Migrazioni è che questo progetto possa contribuire ad attirare l’attenzione dell’opinione pubblica e dei media sui drammi che quotidianamente hanno luogo nel Mediterraneo e che, in particolare, possa stimolare una riflessione sui motivi che spingono così tante persone a correre rischi di tale portata.
Il Mediterraneo, ha commentato il deputato dell’Italia dei Valori di origine congolese Jean-Léonard Touadi, "è oggi un gigantesco e anonimo cimitero per i candidati all’immigrazione. La memoria delle vittime della speranza", ha argomentato, "si perde nelle onde di quello che il grande poeta ed ex presidente del Senegal, Leopold Sedar Senghor, dipingeva come il luogo dell’incontro felice tra le grandi civiltà greco-romana, arabo-berbera e centrafricana: una grande palestra di dialogo tra culture e umanità diverse, oggi divenuto nient’altro che una distesa di lapidi fatte non di marmo ma di acqua salata".

[Maria Coletti]

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